Le sollecitazioni si fanno via via sempre più pressanti e le proteste sempre più numerose da parte dei cittadini di Trevi.
Motivo, lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il santuario di Santa Maria di Pietrarossa. Una struttura dal grande valore archeologico, architettonico e pittorico esistente al suo interno. L'edificio infatti sarebbe seriamente danneggiato per infiltrazioni di acque sotterranee e per quelle piovane, provenienti dal tetto in rovina.
Una situazione che starebbe seriamente compromettendo anche le opere pittoriche e gli affreschi che decorano le pareti interne ed esterne della chiesa.
E così i pullman arrivano carichi di visitatori che però non possono ammirare il santuario perché off limits.
E così con la delusione mista a sbigottimento dipinta sul viso, risalgono sul torpedone per riprendere la via di casa.
Uno stato di degrado testimoniato anche dalle transenne che cadono a pezzi con il trascorrere degli anni.
Segno inequivocabile di una situazione che dura ormai da oltre dieci anni. Dal terremoto del 1997. Certo alcuni interventi sono stati eseguiti, come la sistemazione del tetto e altri lavori. Ma non sarebbero stati sufficienti. Una situazione di abbandono che molti cittadini non sono disposti più a tollerare. Uno spettacolo desolante per un edificio sacro che vanta una storia di secoli e che era gettonatissimo dagli sposi, che qui desideravano celebrare il loro matrimonio.
Da qui le proteste che hanno cominciato a fioccare numerose, e gli appelli che finora sono rimasti inascoltati.
Tanto che alcuni cittadini hanno manifestato l'intenzione di avviare una petizione con la quale si invitano le autorità preposte ad approntare quanto prima i lavori per rendere fruibile la chiesa di Pietrarossa sia al culto religioso che ai tanti visitatori.
Cenni storici farebbero risalire il santuario così come si presenta oggi, alla fine del XIII secolo, anche se i frammenti più antichi rimessi in opera fanno pensare a costruzioni più precedenti.
La maggiore attrattiva della chiesa è rappresentata dai numerosi affreschi, oltre novanta, che si distendono sulle sue pareti, non solo all'interno ma anche all'esterno, sotto i portici per l'esattezza.
Le pareti della chiesa sono completamente decorate con dipinti della Madonna col Bambino e San Giacomo, Pietà Volto muliebre, Madonna col Bambino tra i santi Antonio Abate e Leonardo e altri affreschi ancora.
Tutti di grande valore e prestigio sia storico che artistico. Documentata la presenza di San Francesco in occasione delle sue visite ai malati di lebbra, ospitati presso l'ospedale di San Tommaso e Lazzaro, i cui resti sono ancora visibili sulla strada Flaminia in prossimità del bivio per Santa Maria in Valle.
Insomma un monumento sacro che i residenti invocano a gran voce che venga riaperto al culto, dopo gli opportuni interventi di risistemazione.

Anna Maria Piccirilli
dal Corriere dell'Umbria Martedì 9 Settembre 2008
L'immagine dal sito protrevi.com risale a qualche anno fa.




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