Spoleto Back Beat con Randolph Pete Best

Grande successo per la conferenza concerto di ieri mattina al teatrino delle 6 a Spoleto in occasione della quarta edizione di "Spoleto Back Beat".
Quest'anno testimonial d'onore Randolph Pete Best, il primo batterista dei mitici Beatles. In una scenografia che lasciava senza fiato i numerosi studenti dell'istituto d'arte "Leoncillo Leonardi", dell'istituto alberghiero e del liceo scientifico spoletino, realizzata dai giovani artisti guidati dall'insegnante Mino Martella, l'eccentrico batterista ha raccontato la sua storia, e di come dal sapore di successo che nel 1960 cominciava ad assaporare insieme agli altri membri della leggendaria band ha dovuto affrontare il tragico annuncio della sua sostituzione e l'imminente arrivo di Ringo Starr.
Nonostante lo shock subito Pete non può non riconoscere il mondiale successo dei Beatles ed i magnifici livelli raggiunti a livello compositivo,
"sono un vero e proprio fenomeno culturale"
cosi ha definito i suoi ex compagni.
Un tuffo nel passato con uno dei brani con i quali l'autodidatta batterista ha esordito ad Amburgo, diligentemente riproposto da Riccardo e Francesco Cardelli, componenti dei Rangzen, un gruppo di Rimini che realizza cover di popolari band oltre ai Beatles, Doors, Led Zeppelin e molto altro ancora.
L'incontro nel quale sono intervenuti lo scrittore Michael Jacob, Rolando Giambelli, presidente dei beatlesiani associati d'Italia ha emozionato tutti e lasciato senza fiato anche gli studenti che durante le riproposizioni musicali si scatenavano.
L'avventura dell'allora diciottenne Best cominciò in un pomeriggio d'estate del lontano 1960 quando ricevette una telefonata che lo invitava a partecipare al tour che l'allora esordiente band si prestava a fare ad Amburgo, notti insonni, guadagni miseri, pari agli attuali 20 euro a settimana, alloggi poveri
"dividevamo due letti in due ma avevamo tante tante donne e molto divertimento"
cosi l'ancora affascinante musicista ricorda quel periodo.
"Forse la gelosia e l'invidia sono state le cause della mia cacciata"
afferma con un velo di malinconia negli occhi, ma il vero successo oggi lo ha trovato nell'amore delle persone che ancora lo stimano artisticamente e personalmente, nei numerosi amici che incontra girovagando per il mondo.
L'accoglienza che la comunità spoletina gli ha riservato vale per lui tantissimo ed anche il fratello Roag ha apprezzato il buon vino e le prelibatezze locali ma anche le belle ragazze umbre, dotate a suo avviso di fascino meridionale.
Tra gli applausi dei giovani e dei loro insegnanti Pete ha raccontato la sua storia felice di rivolgersi ad un pubblico giovane,
"perché vedere le nuove generazioni canticchiare canzoni che hanno costruito un panorama musicale mondiale è una grande soddisfazione e anche confrontarmi con loro per me è un piacere"
cosi il talentuoso Best ha esclamato con entusiasmo, l'entusiasmo di chi nonostante abbia visto per ragioni ancor oggi sconosciute frantumare il suo sogno dì gloria ha ancora la passione e la voglia di trasmettere il suo sapere artistico ai giovani
Rita Procaccioli
Corriere dell'Umbria




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