Più trenta. É la quota di crescita che registra in chiusura la 52esima edizione del Festival di Spoleto che, al di là delle cifre, passerà alla storia per l'ultimo saluto a Pina Bausch tributato nella commovente rappresentazione di "Bamboo blues".
Detto questo, è chiaro che il dichiarato 30 % in più è accolto da una soddisfazione generale nell'affollata conferenza di ieri al Caio Melisso in cui Giorgio Ferrara si è presentato, stanco ma felice, all'una e trenta, subito dopo il concerto di Mezzogiorno.
Un direttore artistico, nonché della Fondazione, finalmente sorridente. Un'altra persona rispetto all'anno passato, quando voce e parole facevano percepire che si stava facendo un gioco di difesa, guardingo e poco azzardato.
Ieri, invece, l'atteggiamento era quello del vincitore. Missione compiuta: il festival è ripartito. A certificarlo son arrivate, ancora prima dei dati ufficiali, le parole scritte della presidente della Regione Umbria: "Ero sicura che ce l'avresti fatta."E se la Lorenzetti applaude, Spoleto si rimbocca le maniche: quest'anno la città ha abbassato le voci critiche e ha remato dalla stessa parte dell'organizzazione.
Ne è venuto fuori un festival finalmente condiviso, non più appannaggio dei ceti alti, ma laboratorio di una città in fermento.
Certo, qualcuno ancora lamenta la perdita delle raffinatezze di Casa Menotti anche rispetto a scelte, come gli striscioni da festa di San Firmino che impacchettano il centro storico esteticamente alquanto discutibili.
É pur vero però che lungo gli stendardi l'ottimismo circola attivando un circolo virtuoso. Insomma è cambiato vento. Oltre che sindaco: adesso c'è Daniele Benedetti da primo cittadino a fianco di Ferrara; mentre l'ex Massimo Brunini, a giudicare dall'eloquente maglietta "Champions" (Campioni), cifra stilistica decisamente casual e giovanilistica, fa percepire che non ha nessuna intenzione di mettersi da parte.
E la Fondazione può essere il terreno di gioco. Pure ipotesi e nessuna anticipazione. Del 2010 per ora si anticpano solo le date: dal 25 giugno all'11 luglio. I dati All'incontro Ferrara, come si è detto, si è presentato con una lista lunghissima di numeri. Primo fra tutti gli incassi: 725mila euro, con un incremento del 33 % rispetto al 2008. Seguono le presenze registrate: 30mila, e siamo sempre a più 30 %. Per mostre, gran parte affidate a Vittorio Sgarbi, sono stati staccati 4500 biglietti. Altro dato significativo: 130 persone hanno lavorato per il festival, di cui il 70 % residenti a Spoleto.
Gli albergatori, coinvolti dall'organizzazione, hanno avuto 900 pernottamenti in venti giorni e nei tre fine settimana si è registrato il tutto esaurito.
Il budget ha visto il contributo di soggetti istituzionali (Ministero, Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comune di Spoleto); istituti di credito (Banca popolare di Spoleto, Fondazione Cassa di risparmio di Spoleto, Carispo e Casse del centro) e ben 34 soggetti diversi come patner e sponsor.
Pure la sezione spoletina di Confindustria è scesa in campo. La rassegna stampa è attualmente composta da 1400 articoli (500 sui media nazionali e internazionali, 300 sulla stampa locale e 600 sul web).
Sull'argomento Ferrara non manca di far notare che si sono invertiti i rapporti: l'attenzione della stampa nazionale è cresciuta sulla locale.
Il pubblico L'identikit dello spettatore dei Due Mondi per il momento non è stato tracciato. E il direttore rimedia annunciando di aver commissionato un'indagine di cui presto saranno ufficializzati i risultati.
Unico dato visibile oggi è l'accresciuta presenza di giovani. A occhio nudo non sfuggono anche diversi stranieri in giro per la città. Le produzioni Oltre che dai dati, la forza di un festival si misura da quanto di nuovo propone, per combinazione di idee, miscellanee artistiche e collaborazioni accese.
L'edizione 52 pure in tal senso ha seminato. Ferarra ha annunciato che il Festival è diventato proprietario della scenografia del "Gianni Schicchi" prodotto dal Los Angeles opera.
Il nuovo patrimonio, ora conservato nei magazzini dell'Esercito, porterà senz'altro reddito nelle casse della Fondazione con la sua circuitazione in tutto il mondo.
Una tournèe nei paesi francofoni sembra aspettare anche l'altra produzione 2009: "Mozart"; mentre l'oratorio musicale "Apokàlypsis", sempre marchiato Due Mondi, è stato ripreso da Radiorai che lo trasmetterà il giovedì santo del 2010.
In cooproduzione il festival è entrato poi negli spettacoli firmati da Bob Wilson ("Giorni felisci" e "L'ultimo nastro di Krapp") e ha concretizzato le collaborazioni con realtà culturali locali come Umbriajazz e il Teatro Stabile dell'Umbria che hanno generato rispettivamente il concerto di Allan Harris e "Le nuvole" di Aristofane.
Riconfermato il legame con la scuola Santa Cristina di Gubbio diretta da Luca Ronconi.
"In cartellone - ricorda Ferrara - 41 titoli con 97 aperture di sipario."
Il vezzo Alla fine dell'incontro tra i tanti ringraziamenti sentiti e dovuti ce n'è stato uno appassionato da parte di Ferrara, a una signora nascosta in fondo alla sala, schermata da cappello e occhiali scuri: "Grazie, Adriana" (Asti ndr).
First lady di diritto. Star del festival per acclamazione

Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Lunedì 13 Luglio 2009




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