La grande danza rende omaggio a Menotti

"Avida di destino". Così Martha Graham (1893-1991), la maggiore coreografa del '900, pensava se stessa e il percorso "insito in qualsiasi processo creativo", nutrito da "il tormento della solitudine, l'isolamento, il dubbio e la vulnerabilità. Nulla di più difficile da affrontare, lo si capisce quando si vive", diceva l'artista. È questo il ricordo, vivo, integro, di una delle più esaltanti avventure di danza del '900, e della fondatrice della "modern dance" americana, tra le colonne portanti della danza moderna. A Spoleto, la Martha Graham Dance Company manca da 16 anni, con una presenza al Festival, che oggi collabora alla proposta di una prima nazionale e di un balletto in omaggio a Gian Carlo Menotti, anticipo delle celebrazioni menottiane.
Domenica 24 ottobre, al Teatro Nuovo, alle 16.30 e alle 21.15, la compagnia, la più antica e celebrata in America, fondata nel 1926, oggi diretta da Janet Eilber, porta cinque titoli d'eccezione, selezionati fra i 181 balletti creati dalla Graham. Il primo è "Errand into the Maze" (1947), ispirato al mito di Arianna e il Minotauro, su musica di Gian Carlo Menotti. Segue la prima nazionale di "Lamentation Variations", creato da Richard Move, Larry Keigwin e Bulareyaung Pagarlava, in commemorazione dell'11 settembre: base e ispirazione per il balletto è lo storico "Lamentation", danzato, in video, dalla stessa Graham. "Embattled Garden" (1958), su scenografie di Isamu Noguchi, rievoca un giardino stilizzato, dove si snoda una vicenda che contrappone amore sacro e amore profano. "Steps in the Street" raccoglie alcuni estratti di "Chronicle" (1936), che Martha Graham creò contro gli orrori della guerra di Spagna e del nazismo.
"Diversion of Angels (1948) si ispira alla pittura di Vassily Kandinsky per esplorare, con tre coppie di danzatori, vari aspetti dell'amore: l'amore romantico, quello maturo e quello adolescente. A dispetto del tempo e delle mode, Martha Graham resta una figura tra le più eminenti della danza del XX secolo per l'originalità del proprio linguaggio, teatralmente compiuto, e capace di influenzare profondamente ciò che è venuto dopo di lei. Il decalogo della sua danza è fatto da torsi scolpiti, schiene che si tendono, si contorcono o si piegano sino al suolo, salti a lunga gittata, "veri", pieni di grinta animalesca e indispensabili al racconto. Perché, nei suoi balletti, si avvertono realmente la leggerezza dell'aria e il peso del suolo, verso il quale i danzatori sono proiettati come pallottole. Pur nella propria "asprezza", prosciugata da ogni fronzolo, lo stile Graham è un insieme coerente e armonico, così lontano, e diverso, da tante banalità contemporanee. Le sue cadenze sono architetture morbide e curve, come una maternità; o dure e spietate, come angoli vivi, ferite aperte. Sono stilemi di grande impatto, sempre immediatamente riconoscibili, e sempre compresi nel respiro della "contraction/release" (contrazione e rilascio dei muscoli pelvici). Una cifra attraverso la quale la Graham ha costruito pagine e pagine di drammaturgia, restituita da mani, braccia e teste, esattamente collocate nella geometria ricamata nello spazio, e da gesti il cui valore è universale e chiaro, autorevole ed eterno come un geroglifico. Ad interpretarli è, esclusivamente, la Martha Graham Dance Company. Per acquisto biglietti: www.ticketitalia.com, tel. 0743.222889.
Ermanno Romanelli
Corriere dell'Umbria Giovedì 7 Ottobre 2010




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