4 milioni di euro. É questa la cifra che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere destinata al municipio spoletino secondo quanto stabilito dalla Regione in merito alla ripartizione del Fas (il fondo per le aree sottoutilizzate). Il Comune promette: quei soldi saranno quasi esclusivamente diretti alla Rocca. Riflettori puntati sul monumento spoletino, dunque. E a breve il comitato paritetico di gestione si siederà intorno a un tavolo. Si tratta di un primo passaggio utile ad affrontare una serie di nodi ragionando, contestualmente, su quello che ormai a tutti appare un obiettivo chiaro: creare una Fondazione di partecipazione per la gestione. Su questo punto si è già avviato un confronto con la Regione e con il Ministero che si spera, in un lasso di tempo contenuto, possa portare i primi frutti di una svolta caldeggiata e attesa.
"I fondi Fas saranno destinati prioritariamente ai lavori per la Rocca." Lo ha detto il sindaco Daniele Benedetti in più di un'occasione, consiglio comunale compreso. E da qualche giorno, come noto, gli attesissimi 253 milioni di euro spettanti alla Regione Umbria sono stati sbloccati. Ad andare a Roma, non più di una settimana fa, per prendere il maxi-stanziamento pubblico è stato direttamente il numero uno di palazzo Cesaroni, la presidente Catiuscia Marini. I soldi dunque ci sono e ora, dunque, è più che probabile, tempi tecnici di trasferimento a parte, che a breve una cifra a sei zeri ancora in via di definizione, si dovrebbe trattare di 4milioni di euro, arrivi nelle magre casse del municipio. Che a sua volta, salvo colpi di scena, li destinerà al bel castello cittadino.
Anche perché quegli stanziamenti avrebbero dovuto già essere in città salvo poi registrare un cambio di rotta e finire nel calderone dell' aeroporto di Sant'Egidio. Vicenda, questa, che aveva mandato su tutte le furie più di un consigliere di opposizione, che senza tanti giri di parole aveva gridato alla sudditanza politica verso il capoluogo. E a poco erano valse le rassicurazioni pronunciate direttamente dall'assessore regionale alla cultura, il professore Fabrizio Bracco, a cui hanno fatto eco a più riprese quelle dei rappresentanti dell'amministrazione comunale. Lo scetticismo restava e resterà, almeno fino a quando la procedura di trasferimento di questi attesissimi 4 milioni di curo non verrà attivata. Solo a qual punto la città tirerà un sospiro di sollievo e si preparerà a recuperare alcuni spazi interni alla Rocca. Ma non è solo per questo che da tempo il bel castello cittadino catalizza le attenzioni della politica nostrana. A far discutere negli ultimi mesi è stata anche la gestione del prestigioso monumento storico, fino ad oggi rimasta schiacciata da complessi e arzigogolate meccaniche e soprattutto da un accavallamento di competenze che ha rallentato, e a detta di qualcuno addirittura bloccato, il rilancio della Rocca. Senza contare che recentemente pure il professor Bruno Toscano aveva consegnato le proprie dimissioni dal ruolo di presidente dell'associazione. Così anche su questo fronte insistenze e solleciti non sono mai mancati, con i consiglieri d'opposizione sempre pronti ad alzare i riflettori su criticità particolarmente sentite. Attenzioni che evidentemente stanno dando gli sperati risultati, specie se è vero come sembra che a breve il comitato paritetico di gestione si siederà intorno a un tavolo.



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