Sono trascorsi quasi 40 anni da quando Mikhail Baryshnikov, classe 1948, in tournée con il Bolshoi Ballet a Toronto chiese asilo politico alle autorità canadesi. Da allora, era il 1974, ormai naturalizzato statunitense dal 1986, il leggendario danzatore nato a Riga, nella oggi repubblica lettone, ma allora facente parte dell'Urss, è riconosciuto come modello e stella di prima grandezza nel panorama della danza classica.
Baryshnikov torna al Festival dei Due Mondi di cui fu tra le star delle edizioni menottiane, con uno spettacolo che lo vedrà protagonista anche come attore accanto alla giovane Anna Sinyakina."In Paris - a play" (Teatro San Nicolò domani alle 16 e alle 19.30 e domenica alle 19) è l'incantevole storia d'amore durante la quale i protagonisti reciteranno (in russo e francese con sottotitoli in italiano) e danzeranno dando vita un emozionante racconto sulla solitudine e sulla perdita. Ieri, sfidando questa calda, soffocante estate, il direttore del Festival Giorgio Ferrara ha presentato lo spettacolo e i suoi protagonisti a Spazio Umbria di Palazzo Collicola. Il mitico danzatore ha ringraziato Ferrara per aver voluto al Festival questo spettacolo che vede alla regia Dmitry Krymov.

"Spoleto è sempre bella - ha risposto Baryshnikov a chi gli chiedeva come trovasse la città dopo tanti anni dal primo incontro - oggi come ai tempi del Festival di Menotti mantiene un grande fascino e anche per questo sono grato al grande Ferrara. L'Italia - ha aggiunto - è piena di misteri ed è piena di donne e uomini bellissimi. Anche da noi è arrivato il teatro di Strehler che considero il massimo che si può fare per il teatro. Per questo quando ho saputo che avremmo portato il nostro spettacolo a Spoleto ho provato tanta emozione e anche un po' di paura".

Anche la giovanissima Anna Sinyakina è a Spoleto per la prima volta, graziosa e solare, ha detto ridendo:

"Mentre ero allo stesso tavolo per la cena ho pensato che vorrei restare qui per altri trent'anni. Spoleto è bellissima e mi dispiace non poter parlare con la gente. Sono intimidita, visto che l'unica lingua che parlo è il russo". Dopo la fine della "guerra fredda" tante cose sono cambiate nella terra di Tchaikovsky. "Oggi ha spiegato Krymov - il nostro teatro è molto cambiato. Prima andava in una sola direzione, tutto ciò che era fuori da quei limiti veniva etichettato. Ora il classico e il moderno hanno il loro spazio. É come in un negozio dove è possibile scegliere quello che più ti piace. Il fatto più interessante e positivo - ha aggiunto - è che vengono agli spettacoli tanti giovani. Per loro il teatro è molto importante. Prima ne ero preoccupato, oggi non potrei fare a meno di avere giovani fra il pubblico".

La Nazione Venerdì 29 Giugno 2012

 

Conosciuto in tutto il mondo come una leggenda vivente, Mikhail Baryshnikov è anche un "marchio di fabbrica". Rappresenta una garanzia per il botteghino come per l'interesse dei media, anche se il suo profilo è soprattutto legato ad un passato che, a questo punto della vita del sessantaquattrenne artista, sembra un po' ingombrante. Per la 55ma edizione del Festival dei 2 Mondi, il nostro eroe è infatti al Teatro San Nicolò sabato 30 giugno (ore 16.00 e 19.30) e domenica 1 luglio (ore 19), in un appuntamento assai diverso dall'ultima sua esibizione a Spoleto, nel 1981, quando era étoile, di fama planeteria, nell'American Ballett Theatre.

In Umbria Micha si ripropone al pubblico in una prova d'attore con "In Paris", adattamento per la scena di un romanzo di Ivan Alekseevic Bunin (1870-1953). La malinconica vicenda raccontata nella "pièce" ha un possibile riscontro con scene della vita quotidiana nella Parigi degli anni '20 e'30, affollata di aristocratici "émigrés" fuoriusciti dalla Russia bolscevica. Baryshmikov veste infatti il ruolo di un anziano generale della sconfitta Armata Bianca, la cui esistenza deve in qualche modo venire a patti, fra solitudine e paura della perdita, con la giovane bellezza di Anna Sinyakina.

"Mi ha immediatamente appassionato la storia di queste due persone, che si innamorano in circostanze del tutto insolite, per me è stato un po' come tornare alla mia cultura, alla mia lingua", ha dichiarato Barvshnikov “parlare in francese e russo. le lingue che praticavo prima di conoscere l'inglese. É un dolce conforto rendermi conto che posso affidarmi completamente a parole che conosco bene. Posso volare sopra questa o quella parola senza paura di uno scivolone odi errori di grammatica. Oppure, se qualcuno degli attori in scena con me si impappina e perde una battuta, non c'è problema ad improvvisare, non ci prende il panico".

Oltre ad Anna Sinyakina, sono in scena con Baryshnikov gli attori del Laboratorio Teatrale cli Dmitry Krymov, ovvero Maxim Maminov. Maria Gulik, Polina Butko, Ossi Makkonen e Lasse Lindberg. E la danza? Il "Divo" ce ne offrirà ancora alcuni esempi, uniti a frammenti di musica e poesia, mimo, il movimento non mente mai, un danzatore è sempre se stesso in scene,"[]

Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Giugno 2012





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