Il riconoscimento della basilica di San Salvatore a patrimonio dell'umanità è stato sempre definito "un punto di partenza e non di arrivo."

Ed allora oggi, il Comune di Spoleto che è proprietario della struttura, per mantenere l'attenzione sul sito, mette in campo, tra le altre cose, un progetto che permetterà sia ai turisti di visitare quel luogo in maniera più "ordinata", sia alle generazioni più giovani, studenti soprattutto, di poter usufruire di alcuni spazi attigui per farne dei laboratori didattici. A darne l'annuncio è stato uno dei principali attori che nel corso degli anni si è prodigato per il raggiungimento di questo importante riconoscimento: l'architetto Giorgio Flamini.
Per entrare nello specifico, il progetto (Por) consentirà a tutti i fruitori della struttura di poter contare su visite "regolamentate" da un custode, così da tutelare maggiormente un sito al quale, oggi, si accede liberamente. Certo, non è escluso che per questo servizio gli utenti dovranno pagare un biglietto di ingresso, ma, ha assicurato Giorgio Flamini "la cifra sarà davvero irrisoria."

A quanto sembra, intorno ai 2 euro. Ma c'è dell'altro. Lo stesso progetto, infatti, prevede anche la riqualifica di alcuni immobili adiacenti (in parte ancora oggi utilizzati per i servizi cimiteriali), tra cui l'ex abitazione del custode dell'attiguo cimitero. Locali dove, a quanto sembra, c'è l'intenzione di realizzare i laboratori didattici. Ed a pochi chilometri da Spoleto, c'è un altro storico monumento che il 25 giugno del 2011 ha ricevuto lo stesso riconoscimento a patrimonio dell'umanità: il Tempietto del Clitunno. Ma qui i problemi sono un po' diversi. Ed a togliersi qualche sassolino dalla scarpa è stato il primo cittadino in persona, Paolo Pacifici.
"Paradossalmente è il mio Comune a pagare il ministero per tenere aperto il Tempietto - dice il sindaco - e comunque non può restare aperto solo 3 pomeriggi a settimana. Abbiamo scritto più volte al ministero chiedendo che ci diano almeno la gestione del monumento, dato che non vogliono concederci la proprietà. Vorremmo tenerlo aperto almeno 4-5 ore al giorno, ma ciò non ci è possibile fino a quando il Comune che amministro sarà costretto a pagare gli straordinari dei dipendenti ministeriali."

Rosella Solfaroli
Corriere dell'Umbria Lunedì 1° Ottobre 2012





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