Trecentomila galline da salvare, insieme a oltre 100 dipendenti con il contratto a termine. Sono i dati che interessano il territorio spoletino, scaturiti dalla crisi dell'azienda Novelli, che coinvolge aziende in tutta Italia per oltre 700 dipendenti. Ieri mattina i dipendenti degli stabilimenti che insistono sul territorio di Spoleto, dopo aver atteso oltre un'ora in piazza del Comune, indignati dalla situazione, sono stati ricevuti dal sindaco Benedetti di ritorno dall'inaugurazione della nuova sede della Cgil.

I rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno brevemente illustrato al sindaco la situazione, mettendolo al corrente delle problematiche più impellenti come lo stato delle galline. A quanto pare, solo nel territorio di Spoleto negli allevamenti di le Lame e di Boscaccio ci sarebbero circa 350mila galline. Il mangime scarseggia ed è già razionalizzato da un po' di tempo. La produzione di uova si è praticamente quasi bloccata e ieri, per la prima volta, in azienda non c'è stato lavoro.
I rischi sono anche di carattere igienico-sanitario. Le galline sono il vero patrimonio aziendale che garantisce il lavoro e quindi i dipendenti chiedono all'amministrazione comunale di attivarsi al fine di non farlo disperdere. In secondo luogo c'è il problema dei posti di lavoro.
Oltre la metà dei 180 dipendenti delle aziende spoletine del Gruppo Novelli sono regolati da contratti di tipo agricolo con scadenza a 3 o 6 mesi o a un anno. Molti si ritrovano con il contratto già scaduto ed erano in attesa di rinnovo, per altri i termini della scadenza sono fissati entro la fine dell'anno. Difficile ipotizzare un rinnovo dei contratti, viste le condizioni dell'azienda che avrebbe avanzato la richiesta di concordato preventivo anche se la domanda del prodotto è ancora alta.
A quanto pare, con la crisi della Novelli, sul mercato mancherebbero circa 3 milioni di uova al giorno. Benedetti ha rassicurato i dipendenti: martedì dovrebbe arrivare un carico di mangime per le galline. Il Tribunale di Terni avrebbe concesso all'azienda il recupero di alcuni crediti. Il sindaco inoltre ha fatto sapere di aver già contattato la Prefettura e di essere perfettamente al corrente del problema di salute pubblica che si potrebbe venire a creare se le galline fossero abbandonate. Già da domani è prevista una serie di incontri con la proprietà che si confronterà con il ministero e la Regione.

Daniele Minni
La Nazione Lunedì 15 Ottobre 2012





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