"Auspichiamo che la guida non venga messa in vendita."
E il pensiero generale dei rappresentanti delle istituzioni ma anche di quelli delle associazioni di categoria in merito alla pubblicazione della "guida al suicidio" dell'artista assisano Luca Pucci, dedicata al Ponte delle Torri di Spoleto, che verrà presentata domani alle 17, all'hotel Gattapone, a pochi passi dall'antico acquedotto romano. A quanto pare ad oggi ne sarebbero state stampate soltanto un centinaio di copie e a Spoleto c'è già chi è riuscito ad accaparrarsene una.
"Un prodotto simile - afferma il presidente di Confcommercio Andrea Tattini - oltre a essere di cattivo gusto non fa altro che danneggiare l'immagine della nostra città ed una diffusione più ampia potrebbe amplificare ulteriormente un eventuale danno al settore turistico che, in questo momento, è in grave crisi."
All'interno del libro, edito dal folignate Emanuele De Donno si legge
"Il flusso turistico suicida, vitale per l'economia di Spoleto, è anche flagello per il fragile ecosistema dell'area di Monteluco."
Ebbene, nella giuda che riporta in copertina, in alto a sinistra, il logo "Lonely", fake di quello delle notissime guide "Lonely Planet", ci sarebbe anche una parte dedicata alla flora che vive nella zona del colle Sant'Elia e del torrente Tessino con tanto di ringraziamenti al professor Bernardino Ragni.

"Non avrei mai pensato che la pubblicazione avesse questo genere di taglio editoriale - afferma Ragni - Pucci mi aveva contattato chiedendomi una scheda naturalistica dell'area in questione per una gui< ai guida>da storico-artistico-culturale su cui stava lavorando da tempo".

Il professor Ragni però non è l'unico illustre spoletino che avrebbe collaborato alla pubblicazione della giuda. L'autore ringrazia anche l'architetto Giuliano Macchia ed addirittura i vigili urbani di Spoleto ed in particolare il maresciallo Angelo Gelmetti, ma anche Monsignor Luigi Piccioli. Dalla pubblicazione hanno già preso le distanze il Comune di Spoleto e la Curia, che ha diffuso anche una dura dichiarazione. "Nessuno dei membri della Curia Arcivescovile ha mai né sostenuto né favorito tale pubblicazione e questi Uffici si riservano di tutelare, nelle sedi competenti, i propri interessi e diritti. In attesa di conoscere il testo ed, eventualmente, esprimere una valutazione, la Curia non può non manifestare, fin da subito, la più viva disapprovazione per quanto veicola anche indirettamente una “cultura della morte” e non rispetta la memoria dei defunti e il dolore delle loro famiglie. Spoleto merita ben altro tipo di pubblicità".

Daniele Minni
La Nazione Venerdì 12 Ottobre 2012





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