Secondo gli avvocati Tito Mazzetta, italo americano, e Iolanda Caponecchi, di Norcia, entrambi firmatari del ricorso, i vari ministri sono colpevoli di non aver applicato la legge ed aver così consentito che un bene dello Stato italiano di immenso valore storico e culturale come la biga di Monteleone, finisse in una sala del Metropolitan Museum di New York.
Sottile, ma preciso e indiscutibile, il concetto alla base del ricorso dei due legali. Tanto quanto scontata appare l'osservazione della Procura della Repubblica che manda in archivio quella montagna di carte che accompagna le tre paginette di sintesi di un lavoro di ricerca durato mesi e mesi.
Ovvio che dalla fuga della biga a oggi sono trascorsi più di cento anni -commenta l'avvocato Tito Mazzetta, che da tempo trascorre le sue ferie d'agosto a Monteleone- non c'è bisogno che ce lo dica la Procura.
Noi -spiega poi- abbiamo sostenuto un'altra cosa: abbiamo sostenuto che una legge dello Stato Pontificio che lo Stato italiano avrebbe dovuto rispettare non avendola sostituita con una nuova, non è stata rispettata.
Quella legge dello Stato Pontificio sostiene infatti che tutti i beni culturali appartengono allo Stato e che sono inalienabili.
E un eventuale reato non cadrebbe mai in prescrizione. Messa così, sembrerebbe tanto semplice. E lo è, rispondono i due legali. Poi annunciano che è solo questione di tempo: loro stato presentando un nuovo ricorso, più dettagliato e più puntuale nelle motivazioni e la Procura di Spoleto dovrà prendere atto che non solo è possibile ma un'azione legale per far tornare a casa la biga è doverosa.
Nando Durastanti, il sindaco di Monteleone, è talmente convinto di essere nel giusto sia dal punto di vista legale che, soprattutto, da quello morale da non risparmiarsi in questa iniziativa.
Per lui, come ha sempre sostenuto dal lontano 2003 quando ha lanciato l'idea incurante del fatto che qualcuno gli ridesse dietro, è comunque l'istituzione Stato che dovrebbe agire con determinazione nei confronti della direzione del Metropolitan Museo.
La sua più grande delusione fu quando il ministro Rutelli, e prima ancora il predecessore Urbani, si diedero tanto da fare per riportare in Italia parecchie nostre opere d'arte dimenticando di dire una parola sulla biga nonostante fossero stati ripetutamente sollecitati a farlo.
Da lì nacque l'idea di chiedere aiuto alla legge. Che però, almeno con questo primo atto, si è anch'essa dimostrata sorda.
di Aldo Mencarelli
Il Messaggero Lunedì 10 Agosto 2009




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