Il Festival di Spoleto recupera la brillantezza dei bei tempi offrendo, sulla carta, quelli che si definiscono "appuntamenti da non perdere"; spettacoli che solo lì, in quelle valli scure e fra i tramonti unici di piazza Duomo, si possono vedere o hanno il loro battesimo.E dunque la 54ma edizione (24 giugno-io luglio), la quarta firmata da Giorgio Ferrara, ha questa griglia di partenza: Monica Guerritore in Mi chiedete di parlare si confronta con gli impeti, la solitudine, le battaglie di Oriana Fallaci; allo spettacolo, ideato da Emilia Costantini e prodotto dalla Fondazione Corriere della Sera, si affiancherà un convegno sulla grande giornalista. Ferrara parla di "festival della memoria", lo ha disegnato esaltando le sue radici culturali, la prosa e la Francia, creando un grande cartellone di teatro con molte primattrici, e appendici di musica e danza.Alla presentazione, caccia alle sedie occupate da sponsor invasivi, altro che l'antico glamour.
Poi intellettuali, portaborse e una certa Roma che non muore mai, più Vittorio Sgarbi responsabile delle mostre che protesta: "Non vogliono farmi parlare ma tanto parlo lo stesso."
Si riferiva al ministro Galan che lo ha bocciato come possibile sovrintendente al Polo museale di Venezia. Dopo Fanny Ardant, altre due attrici "monumentali" francesi a Spoleto, fra teatro e letteratura: Anouk Aimée con la sua voce arrochita inseguirà le confidenze e le provocazioni delle donne di Alberto Moravia; Jeanne Moreau in Le Condamné à Mort, opera prima di Jean Genel.
Sono tocchi svolazzanti, assoli d'Attore quelli di talenti come Massimo Popolizio nel readina,-concerto da Le città invisibili di Calvino; Filippo Timi in volgare perugino ripropone Romeo e Giulietta; Massimo Ghini "garibaldino" in Cannibardo e la Sicilia di Camilleri; Claudio Santamaria incontra la poesia di Pasolini. Luca Ronconi mette in scena La modestia di Spregelburd, immaginandola come uno degli odierni peccati capitali; Anna Maria Guarnieri in Eleonora ultima notte a Pittsburgh di Ghigo De Chiara, regia di Maurizio Scaparro; Adriana Asti racconta la "sua" :Milano che non c'è più; Carlo Cecchi in Prodotto di Ravenhill; Giorgio Barberia Corsetti regista di Il castello da Kafka; Michela Cescon porta in scena Nude lotti in Il tredicesimo punto di Perroni con regia di Roberto Andò. Ugo Gregoretti con Renato Nicolini attore in Patria e mito.Poi c'è il cabaret ludico e le forme generose del New Burlesque con le stesse attrici, capegMoreau Jeanne Moreau ed Etienne Daho che ha arrangiato "Le Condamné à Mort"giate da Dirty Martini, del film Tournée.
La musica ha tre focus: Amelia al Ballo, omaggio al fondatore del festival Gian Carlo Menotti nel centenario della nascita, direttore dell'Orchestra Verdi Johannes Debus, regista Giorgio Ferrara. Dulia Migenes (fu protagonista al cinema nella lontana Carmen di Francesco Rosi) in un recital dedicato a Bernstein; James Conlon nel concerto in Piazza intitolato Viva l'Italia! con l'Orchestra del San Carlo di Napoli in tutto Verdi. Infine il flauto di Andrea Grimineui. La danza: la coreografa danese Aszure Barton e la compagnia della nuova star spagnola Angel Corolla.Valerio Cappelli® Riproduzione RISERVATASanta aria Claudio Santamaria al Festival porta in scena la poesia di PasoliniVolto Monica Guerritore sarà a Spoleto con "Mi chiedete di parlare" omaggio a Oriana FallaciAl Festival di Spoleto (24 giugno-10 luglio) Luca Ronconi (foto) dirige "La modestia" di Spregelburd. Monica Guerritore nell'omaggio a Oriana Fallaci. Poi: Anouk Aìmée, Jeane Moreau, Annamaria Guarnieri, Adriana Asti.
Corriere della Sera
Giovedì 21 Aprile 2011




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