Vivere scherzando in maniera intelligente, come recitava una loro canzone, per dire cose serissime. Difficile da dirsi, facile da farsi se sul palcoscenico ci sono Cochi e Renato, mai passati di moda, dopo le incursioni decise nel piccolo schermo negli anni 60 che hanno cambiato tutto il linguaggio televisivo e comico. Erano in bella compagnia con Enzo Jannacci e Dario Fo, maestri di uno stile che ha influenzato generazioni intere di comici, mai capaci comunque di raggiungere le vette di Cochi e Renato che da qualche anno si sono rituffati sul palcoscenico insieme e sabato 5 novembre alle 21.30 saranno di scena al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti di Spoleto con "Finchè c'è la salute" in occasione della Stagione di Teatro Comico organizzata dall'associazione culturale Entrertaiment e da Acme Produzioni. "Finchè c'è la salute" è uno spettacolo andato in scena per alcune date nella scorsa stagione ma che ritorna "On Stage" con nuovi pezzi abilmente miscelati a pezzi d'annata. Sul palco vengono riproposti quindi cavalli di battaglia ma anche nuove trovate dalla forte denotazione comica. Caratteristica tipica dei due interpreti è l'umorismo graffiante e il non-sense. La formula del recital soddisfa le esigenze di un pubblico che si è consolidato negli anni, ammiccando ad un pubblico nuovo che può scoprire tutta la forza dirompente di due comici doc.
Nel titolo è racchiuso un messaggio che conferma il forte desiderio di Cochi e Renato di continuare ad intrattenere, divertire, commuovere e far sognare il pubblico finché la "salute glielo permetterà" e, forse, in questo messaggio c'è anche un "pizzico" di scaramanzia. Tempi teatrali perfetti, un continuo gioco delle parti, che rende protagonista talvolta l'uno e talvolta l'altro e dietro la cui leggerezza regnano sovrane la ricerca del dettaglio e della perfezione. A fare da tappeto musicale allo spettacolo una band di altissimo livello attraverso cui, come in una colonna sonora, vengono esaltati e sottolineati i momenti più comici e quelli più intimi. Gags, canzoni, modi di dire, gesti che nell'arco degli anni sono entrati a far parte del nostro modo di vivere. Una comicità stralunata e all'avanguardia che riconferma, per l'ennesima volta, l'intramontabile stile di due cantastorie che fanno sempre centro nel cuore della gente
Corriere dell'Umbria Giovedì 3 Novembre 2011




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