Erano Umbri, portatori di una civiltà avanzata che arrivava, risalendo dalle Marche, fino alla Romagna. Un popolo di cui si sa ancora molto poco che visse fino alla conquista Romana che li assorbì. Della loro civiltà oggi si sa un po' di più grazie alle eccezionali scoperte archeologiche fatte a Piazza d'Armi. L'ultima in ordine di tempo riguarda una necropoli, denominata "di Marco", dal nome del proprietario del terreno, a ridosso della piscina comunale, dove si voleva costruire una palazzina. Più di trenta tombe contenenti resti umani e ricchi corredi funebri risalenti al VII-VI secolo avanti Cristo delle quali ieri, nella sede del Museo archeologico di via Sant'Agata, è stato dato un primo resoconto alla presenza della direttrice del museo Liliana Costamagna e degli archeologi Luca Donnini e Nicola Bruni direttamente coinvolti nell'opera di recupero degli importanti reperti.
"Che l'area di piazza d'Armi sia di particolare interesse, lo sappiamo da tempo. Nel 2009 su un terreno dell'Ater non distante dalla necropoli di Marco avevamo trovato altre tombe con corredi funebri di grande interesse - ha spiegato la Costamagna -. Per questo quando sulla base del Prg vigente vengono chieste le autorizzazioni a costruire, la Soprintendenza di concerto con il Comune, fa procedere a scavi preventivi."
Le tombe rinvenute appartengono a uomini, donne e bambini.
"Il fatto che anche ai bambini molto piccoli si prestasse attenzione – ha testimonia di una civiltà che teneva in considerazione il rango di appartenenza della famiglia."
E quindi, così come per gli adulti, a seconda dei sessi, nelle fosse sepolcrali sono stati rinvenuti armi e collane, bracciali e fibule prevalentemente in bronzo arricchiti da gemme d'ambra. Il corredo funebre era completato da vasellami e, per le donne, oggetti per filare e da rocchetti e aghi da cucito. Bruni ha mostrato, nell'ambito di quella che è chiamata "archeologia sperimentale", la copia ricostruita sulla base dei frammenti ritrovati di una brocca di ceramica sormontata da uccelli acquatici e un cavallo laminati in stagno lucidato. Un `coupe de teatre' che ha entusiasmato i numerosi partecipanti all'appassionante incontro. Il prossimo si terrà il 29 febbraio, sempre alle 17 e riguarderà un'altra necropoli, quella rinvenuta a Castellocchio di Eggi.
La Nazione Giovedì 16 Febbraio 2012




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