Incontriamo al Teatro San Nicolò durante una brevissima pausa delle prove di uno degli spettacoli più attesi del Festival dei Due Mondi 2013, "La Sciantosa" (data unica, 30 giugno alle 19.30), testo di Vincenzo incenso, scene di Gianni Quaranta, costumi di Gianni Sapone.

Ci accoglie con un grande sorriso che illumina ancora di più gli immensi occhi azzurri. Azzurri come il mare di Napoli. Serena Autieri (che a Spoleto è di casa per aver sposato il manager Enrico Griselli, spoletino doc, dal quale ha avuto quattro mesi fa la piccola Giulia Tosca) tra le riprese di un film e un altro (sta girando in contemporanea sotto la regia di Pieraccioni e di Vanzina) non dimentica un altro dei suoi grandi amori: il canto.
Che fa il paio con la sua città.

“Napoli è sempre dentro di me - spiega sorseggiando un caffè prima di riprendere le prove - è un modo di essere, sempre pronto al sorriso, all'allegria, a far prevalere il lato positivo, ma anche velato di quella malinconia che non ti fa dimenticare la profondità della vita”.

Una spettacolo-omaggio alla sua città?

“Soprattutto un omaggio a una donna formidabile, protagonista dei primi venti anni del `900, Elvira Donnarumma, ribattezzata la Capinera napoletana. Non era bella come Lina Cavalieri o altre sciantose dell'epoca, ma era la più talentuosa, quella che aveva la voce più bella e un carisma formidabile. Quando era in scena sapeva tenere testa a tutti, persino ai guappi. Insomma è stata la sciantosa per eccellenza, la più grande”.

Come è nato questo spettacolo?

“Grazie a Giorgio Ferrara a cui questo progetto è piaciuto inserendolo in quello che è il Festival più importante in Italia e non solo. Con Giorgio l'idea è stata affinata grazie alla sua sensibilità e alla sua esperienza nella direzione ed è diventato uno spettacolo”.

Scene e costumi davvero eccezionali...

“Quaranta ha riprodotto un tabarin in perfetto stile Liberty, ne ha esaltato l'atmosfera in ogni particolare, persino sui fregi a rilievo eseguiti con maestria dagli scenotecnica spoletini. Ci tengo a dire che per questo spettacolo sono state utilizzate maestranze locali, anche per confezionare i costumi. Grandi professionisti la cui arte è un patrimonio italiano che non deve essere disperso”.

Che ne pensa di questo 2013?

“Un anno da incorniciare sul piano professionale e personale. La nascita di mia figlia è il completamento della storia d'amore con Enrico”.

Rosanna Mazzoni
La Nazione Giovedì 27 Giugno 2013





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