Da un lato permetterà il recupero di alcune delle strutture storiche più significative della città. Dall'altro, di creare la non irrilevante cifra di 3-4 mila posti di lavoro. Detta così, e soprattutto di questi tempi, il tutto, sembra quasi pura utopia. Ed invece, stando a quanto affermato dal duca Rodolfo Varano, uno tra i promotori dell'ambizioso progetto
"Spoleto, capitale mondiale dell'arte e della cultura"
, la costituzione di un polo scientifico e universitario per corsi di studio e professionisti, sembra ormai cosa certa. Il progetto, promosso dalla costituenda Credit San Bank, istituto che vuole mettere "radici" in Umbria e che ha già rivenuto il "placet" sia delle Consob che della Banca d'Italia, come ha spiegato Alessandro Santi, presidente dello stesso, è stato presentato, seppur in maniera non troppo esaustiva, nel tardo pomeriggio di venerdì all'albergo ristorante il Panciolle di via Duomo. Con il prezioso contributo di Giorgio Flamini, ed alla presenza di imprenditori, liberi professionisti e rappresentanti di alcuni enti locali. Tra cui quelli bancari. Ed ovviamente di alcuni dei promotori del progetto Entusiasta li duca Varano ha presentato il progetto sul polo universitario in questione, che nella loro totalità rispondono al nome di Nit Holdings Limited di Hong Kong, Villa Sensati, Luxury Design, As Finance Spa, Casarte Srl e Studio Synologic. E anche se il primo cittadino di Spoleto, Daniele Bene simili sul territorio spoletino. L'ultima, in ordine di tempo, riservata al sociale.
"Ho scelto Spoleto perché questa città è arte e cultura sono state le parole di Varano nel corso della intervista rilasciata agli organi di informazione durante il buffet - i soldi ci sono, e molte università nazionali ed internazionali si sono interessate a questo progetto. Tanto che è previsto l'arrivo di un numero di studenti che oscilla tra i 700 e i 1000. Quando dovrebbe cominciare l'attività? Pensiamo che i corsi potranno essere avviati nell'anno accademico 2014-2015."
Premesso che per la denominazione del polo si stanno vagliando quattro soluzioni, quali saranno le strutture che verranno, dunque, recuperate per diventare funzionali al progetto? C'é quella dell'ex Seminario (previa concessione della diocesi, proprietaria dell'immobile), che dovrebbe diventare sede dell'Università dell'arte, mentre Sant'Omobono la residenza dei docenti. E poi c'è l'anfiteatro, che sarebbe invece sede di campus e servizi. Per il cui recupero edilizio
"20 milioni di euro sono più che congrui"
, ha concluso Varano. Cifra che, per la cronaca, va decisamente a "cozzare" con i 70 milioni di cui si è parlato qualche giorno fa.
Corriere dell'Umbria Lunedì 22 Aprile 2013




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