C'è chi giura di aver sentito chiedere a un turista cinque euro per un bicchiere d'acqua e otto per una Coca Cola. I prezzi delle bevande restano fermi ma oscillerebbe il costo del servizio ai tavoli dei bar nel centro storico, rischiando di frenare le buone premesse del movimento alberghiero ed extralberghiero dichiarate dallo stesso sindaco Daniele Benedetti appena qualche giorno fa.
Il primo a non crederci, però, è Andrea Tattini, alla guida della Confcommercio.
"Non mi sembrano cifre realistiche né le une né le altre –spiega– e varrebbe piuttosto la pena di considerare il trend turistico da gennaio ad oggi."
Resta il fatto che effettivamente, a fronte di un generale calo di presenze registrato a livello nazionale nel mese di luglio, Spoleto tra giugno e luglio ha potuto osservare un dato positivo nel comparto alberghiero: aumenti d'arrivi e presenze di oltre il 10 per cento.
La questione dei flussi turistici, però, è complessa e poggia su una serie di delicati e instabili equilibri, specie per una città d'arte.

Tutti gli esercizi hanno un minimo o un massimo, e può capitare che una struttura applichi tariffe più basse o più alte, a seconda della volontà specifica del titolare e secondo l'esigenza di marketing.
Cambiano poi anche le preferenze dei turisti a seconda del periodo. In estate, soprattutto ad agosto, come spiegano al consorzio di albergatori ConSpoleto, l'agriturismo è più richiesto, soprattutto se dotato di piscina.
L'inverno dovrebbe succedere il contrario e aumentare la presenza nelle strutture urbane. Fare valutazioni su come si comportano qui i flussi è però più difficile di quanto non sia ad Assisi, ad esempio, dove il turismo religioso interessato ai santuari è guidato da tour operator.
"a Spoleto -spiega un esperto- il turismo non è indirizzato a parte per il periodo del Festival, quando operatori teatrali, artisti e intere compagnie vengono ospitate nelle strutture."
Insomma, il Festival dei Due Mondi potrebbe considerarsi una sorta di santuario tecnico. Non è dunque un caso che Spoleto si sia difesa bene nel passato mese di luglio nel raffronto del 2008 e che abbia registrato proprio per il periodo del Festival un aumento sia a livello alberghiero che extra alberghiero.
Per le cifre relative all'agosto si dovrà ancora attendere. Anche se si deve tenere conto che in questo periodo, da qualche anno a questa parte le città d'arte, come alternativa al mare, subiscono la concorrenza delle località di alta montagna dove le strutture restano aperte anche d'estate.
Ciò che gli esperti prevedono per settembre, invece, è quello che viene chiamato il "fenomeno di rigetto": dopo le ferie al mare –spiegano– molti si riservano cioè uno scampolo di tempo per visitare proprio una città d'arte.
di Antonella Manni
Il Messaggero Martedì 25 Agosto 2009




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