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venerdì 29 giugno 2012

Mikhail Baryshnikov a Spoleto per il Festival dei 2 Mondi

Sono trascorsi quasi 40 anni da quando Mikhail Baryshnikov, classe 1948, in tournée con il Bolshoi Ballet a Toronto chiese asilo politico alle autorità canadesi. Da allora, era il 1974, ormai naturalizzato statunitense dal 1986, il leggendario danzatore nato a Riga, nella oggi repubblica lettone, ma allora facente parte dell'Urss, è riconosciuto come modello e stella di prima grandezza nel panorama della danza classica.
Baryshnikov torna al Festival dei Due Mondi di cui fu tra le star delle edizioni menottiane, con uno spettacolo che lo vedrà protagonista anche come attore accanto alla giovane Anna Sinyakina."In Paris - a play" (Teatro San Nicolò domani alle 16 e alle 19.30 e domenica alle 19) è l'incantevole storia d'amore durante la quale i protagonisti reciteranno (in russo e francese con sottotitoli in italiano) e danzeranno dando vita un emozionante racconto sulla solitudine e sulla perdita. Ieri, sfidando questa calda, soffocante estate, il direttore del Festival Giorgio Ferrara ha presentato lo spettacolo e i suoi protagonisti a Spazio Umbria di Palazzo Collicola. Il mitico danzatore ha ringraziato Ferrara per aver voluto al Festival questo spettacolo che vede alla regia Dmitry Krymov.

"Spoleto è sempre bella - ha risposto Baryshnikov a chi gli chiedeva come trovasse la città dopo tanti anni dal primo incontro - oggi come ai tempi del Festival di Menotti mantiene un grande fascino e anche per questo sono grato al grande Ferrara. L'Italia - ha aggiunto - è piena di misteri ed è piena di donne e uomini bellissimi. Anche da noi è arrivato il teatro di Strehler che considero il massimo che si può fare per il teatro. Per questo quando ho saputo che avremmo portato il nostro spettacolo a Spoleto ho provato tanta emozione e anche un po' di paura".

Anche la giovanissima Anna Sinyakina è a Spoleto per la prima volta, graziosa e solare, ha detto ridendo:

"Mentre ero allo stesso tavolo per la cena ho pensato che vorrei restare qui per altri trent'anni. Spoleto è bellissima e mi dispiace non poter parlare con la gente. Sono intimidita, visto che l'unica lingua che parlo è il russo". Dopo la fine della "guerra fredda" tante cose sono cambiate nella terra di Tchaikovsky. "Oggi ha spiegato Krymov - il nostro teatro è molto cambiato. Prima andava in una sola direzione, tutto ciò che era fuori da quei limiti veniva etichettato. Ora il classico e il moderno hanno il loro spazio. É come in un negozio dove è possibile scegliere quello che più ti piace. Il fatto più interessante e positivo - ha aggiunto - è che vengono agli spettacoli tanti giovani. Per loro il teatro è molto importante. Prima ne ero preoccupato, oggi non potrei fare a meno di avere giovani fra il pubblico".

La Nazione Venerdì 29 Giugno 2012

 

Conosciuto in tutto il mondo come una leggenda vivente, Mikhail Baryshnikov è anche un "marchio di fabbrica". Rappresenta una garanzia per il botteghino come per l'interesse dei media, anche se il suo profilo è soprattutto legato ad un passato che, a questo punto della vita del sessantaquattrenne artista, sembra un po' ingombrante. Per la 55ma edizione del Festival dei 2 Mondi, il nostro eroe è infatti al Teatro San Nicolò sabato 30 giugno (ore 16.00 e 19.30) e domenica 1 luglio (ore 19), in un appuntamento assai diverso dall'ultima sua esibizione a Spoleto, nel 1981, quando era étoile, di fama planeteria, nell'American Ballett Theatre.

In Umbria Micha si ripropone al pubblico in una prova d'attore con "In Paris", adattamento per la scena di un romanzo di Ivan Alekseevic Bunin (1870-1953). La malinconica vicenda raccontata nella "pièce" ha un possibile riscontro con scene della vita quotidiana nella Parigi degli anni '20 e'30, affollata di aristocratici "émigrés" fuoriusciti dalla Russia bolscevica. Baryshmikov veste infatti il ruolo di un anziano generale della sconfitta Armata Bianca, la cui esistenza deve in qualche modo venire a patti, fra solitudine e paura della perdita, con la giovane bellezza di Anna Sinyakina.

"Mi ha immediatamente appassionato la storia di queste due persone, che si innamorano in circostanze del tutto insolite, per me è stato un po' come tornare alla mia cultura, alla mia lingua", ha dichiarato Barvshnikov “parlare in francese e russo. le lingue che praticavo prima di conoscere l'inglese. É un dolce conforto rendermi conto che posso affidarmi completamente a parole che conosco bene. Posso volare sopra questa o quella parola senza paura di uno scivolone odi errori di grammatica. Oppure, se qualcuno degli attori in scena con me si impappina e perde una battuta, non c'è problema ad improvvisare, non ci prende il panico".

Oltre ad Anna Sinyakina, sono in scena con Baryshnikov gli attori del Laboratorio Teatrale cli Dmitry Krymov, ovvero Maxim Maminov. Maria Gulik, Polina Butko, Ossi Makkonen e Lasse Lindberg. E la danza? Il "Divo" ce ne offrirà ancora alcuni esempi, uniti a frammenti di musica e poesia, mimo, il movimento non mente mai, un danzatore è sempre se stesso in scene,"[]

Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Giugno 2012

mercoledì 10 agosto 2011

Gli spettacoli del Progetto Atelier: Ariella Vidach porta in scena Bodhi Studio

Per la grande danza contemporanea, Ariella Vidach porta in scena Bodhi Studio, ovvero il corpo nell'universo virtuale. Questa sera alle 19 a Spoleto, all'Albornoz Palace Hotel di viale Matteotti (ingresso 5 euro). Tornano gli spettacoli del Progetto Atelier che, fino al 13 agosto, in collaborazione con il Comune di Spoleto, si distingueranno per una forte presenza della danza contemporanea. Ariella Vidach abita lo spazio fisico e traduce messaggi e percezioni digitali in real time attraverso i propri gesti. Il design set è realizzato dagli studenti del Naba e nasce dalla ricerca applicativa del gruppo, riferita alle interfacce interattive. Si tratta di una sperimentazione nell'ambito della human-computer-interface e sviluppa un sistema interattivo che permette di organizzare le conoscenze integrando diversi aspetti sensoriali. Il risultato è una performance che trova il suo ritmo in un contrappunto di scena digitale, dove lo spazio presenta continue modificazioni. Danza e interattività: il corpo nell'universo virtuale: Claudio Prati (videoartista) e Ariella Vidach (coreografa) sono i co-fondatori di Aiep e illustreranno, con brevi dimostrazioni e con l'ausilio di proiezioni video, le tappe e le tecnologie più significative della sperimentazione che da anni contraddistingue il loro lavoro, ovvero l'uso e lo sviluppo di strumenti interattivi applicati alla composizione coreografica. Una conferenza presenterà, poi, lo "stato dell'arte" nello sviluppo delle tecnologie interattive applicate alla danza e alla performance, passando in rassegna, attraverso la visione di estratti video degli spettacoli più significativi, le produzioni e le varie linee di ricerca espresse in dieci anni di sperimentazione "interattiva" della compagnia.
Nei prossimi giorni, sempre all' Albornoz Palace Hotel, sabato 13 Agosto, Vera Stasi (Tuscania) e Cie Blicke (Strasburgo), presenteranno al pubblico il proprio lavoro, ore 19 (ingresso 5 euro). Due le performance in programma: Figure Sonore: Piccolo evento/limite e Rosa e Pallido. Per finire, si tornerà al teatro di prosa: domenica 14 Agosto Pietro Biondi porta in scena all'Albornoz Palace Hotel, dalle ore 19 'Sonata a Kreutzer' di Lev N. Tolstoj, in occasione del centenario della morte dell'autore russo. Il testo recitato da Biondi è stato adattato da Maria Teresa Bax. La performance teatrale si svolgerà in due tempi e sarà accompagnata da musica dal vivo con due maestri d'eccezione: Alessandro Cervo al violino e Alessandra Gentile al pianoforte
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Agosto 2011

giovedì 7 ottobre 2010

La grande danza rende omaggio a Menotti

"Avida di destino". Così Martha Graham (1893-1991), la maggiore coreografa del '900, pensava se stessa e il percorso "insito in qualsiasi processo creativo", nutrito da "il tormento della solitudine, l'isolamento, il dubbio e la vulnerabilità. Nulla di più difficile da affrontare, lo si capisce quando si vive", diceva l'artista. È questo il ricordo, vivo, integro, di una delle più esaltanti avventure di danza del '900, e della fondatrice della "modern dance" americana, tra le colonne portanti della danza moderna. A Spoleto, la Martha Graham Dance Company manca da 16 anni, con una presenza al Festival, che oggi collabora alla proposta di una prima nazionale e di un balletto in omaggio a Gian Carlo Menotti, anticipo delle celebrazioni menottiane.
Domenica 24 ottobre, al Teatro Nuovo, alle 16.30 e alle 21.15, la compagnia, la più antica e celebrata in America, fondata nel 1926, oggi diretta da Janet Eilber, porta cinque titoli d'eccezione, selezionati fra i 181 balletti creati dalla Graham. Il primo è "Errand into the Maze" (1947), ispirato al mito di Arianna e il Minotauro, su musica di Gian Carlo Menotti. Segue la prima nazionale di "Lamentation Variations", creato da Richard Move, Larry Keigwin e Bulareyaung Pagarlava, in commemorazione dell'11 settembre: base e ispirazione per il balletto è lo storico "Lamentation", danzato, in video, dalla stessa Graham. "Embattled Garden" (1958), su scenografie di Isamu Noguchi, rievoca un giardino stilizzato, dove si snoda una vicenda che contrappone amore sacro e amore profano. "Steps in the Street" raccoglie alcuni estratti di "Chronicle" (1936), che Martha Graham creò contro gli orrori della guerra di Spagna e del nazismo.
"Diversion of Angels (1948) si ispira alla pittura di Vassily Kandinsky per esplorare, con tre coppie di danzatori, vari aspetti dell'amore: l'amore romantico, quello maturo e quello adolescente. A dispetto del tempo e delle mode, Martha Graham resta una figura tra le più eminenti della danza del XX secolo per l'originalità del proprio linguaggio, teatralmente compiuto, e capace di influenzare profondamente ciò che è venuto dopo di lei. Il decalogo della sua danza è fatto da torsi scolpiti, schiene che si tendono, si contorcono o si piegano sino al suolo, salti a lunga gittata, "veri", pieni di grinta animalesca e indispensabili al racconto. Perché, nei suoi balletti, si avvertono realmente la leggerezza dell'aria e il peso del suolo, verso il quale i danzatori sono proiettati come pallottole. Pur nella propria "asprezza", prosciugata da ogni fronzolo, lo stile Graham è un insieme coerente e armonico, così lontano, e diverso, da tante banalità contemporanee. Le sue cadenze sono architetture morbide e curve, come una maternità; o dure e spietate, come angoli vivi, ferite aperte. Sono stilemi di grande impatto, sempre immediatamente riconoscibili, e sempre compresi nel respiro della "contraction/release" (contrazione e rilascio dei muscoli pelvici). Una cifra attraverso la quale la Graham ha costruito pagine e pagine di drammaturgia, restituita da mani, braccia e teste, esattamente collocate nella geometria ricamata nello spazio, e da gesti il cui valore è universale e chiaro, autorevole ed eterno come un geroglifico. Ad interpretarli è, esclusivamente, la Martha Graham Dance Company. Per acquisto biglietti: www.ticketitalia.com, tel. 0743.222889.
Ermanno Romanelli
Corriere dell'Umbria Giovedì 7 Ottobre 2010

domenica 14 marzo 2010

La Settimana Internazionale della Danza dal 20 al 27 Marzoa Spoleto

Dal 20 al 27 Marzo, Tersicore, dea della danza, e, con lei, centinaia di tersicorei, si danno appuntamento alla Settimana Internazionale della Danza, che fa il suo ormai tradizionale ritorno a Spoleto. Gli spazi polifunzionali del Chiostro di San Nicolò, dove sono concentrate le varie attività, tornano a infiammarsi di giovinezza e talento per una manifestazione che, giunta alla xx edizione, è ormai tra le più importanti e longeve del settore. Il suo vario cartellone ribadisce, con proposte di diverso spessore, alcune iniziative collaterali, come la mostra fotografica
"100 fotografie per 50 anni di danza a Spoleto"
, che raccoglie immagini fotografiche dall'archivio personale di Alberto Testa, per una cavalcata tra nostalgia e riflessione su una lunga stagione di amore per la danza. Sempre nello stesso periodo (20-27) sono previste performances di Urban Dance nel centro storico della città. Il 21, alle ore 18, nella Sala conferenze del Chiostro, è l'incontro
"Ancora e sempre: i Balletti Russi di Diaghilev"
, a cura di Alberto Testa, con la proiezione di un dvd contenente, fra l'altro le immagini di un inedito "Petrushka", di Fokine-Stravinskji. Il 27, alle 21, è il gala finale, con i vincitori del Concorso Internazionale di Danza, edizione 2010, ed ospiti internazionali. Il Concorso di danza, che fa da perno alla manifestazione, inizia sabato 20, con la prima delle quattro diverse fasi eliminatorie, che si concludono venerdì 26. La competizione è candidata per essere ammessa tra i membri dell'International Federation Ballet Competition, la federazione internazionale che riunisce i migliori 20 concorsi di danza del mondo. Le conditio sine qua non che ne consentono l'accesso sono vincolate alla qualità dei partecipanti, alla capacità organizzativa e alla bellezza del luogo dove si svolge il concorso. Il ministero della Pubblica Istruzione ha inoltre inserito la Settimana tra quelle che valorizzano le eccellenze in campo artistico-culturale e didattico. i concorrenti saranno giudicati da una giuria, guidata dal presidente Alberto Testa, composta da grandi nomi della danza nazionale ed internazionale: Kathryn Wade, direttrice della scuola del Royal Ballet di Londra; Paola Jorio, direttrice della Scuola di ballo del Teatro dell'Opera di Roma; Georghe Caciuleanu, direttore del Teatro Nazionale di Santiago del Cile; Nadja Saidakova, étoile, coreografa e maître de Ballet presso l'Opera di Berlino. L'ultimo componente della giuria non è ancora stato scelto. Si pensa ad una rosa di nomi che comprende Micha von Hoecke, Fabrizio Monteverde, Luciano Cannito. Mentre si impongono i numeri, con centinaia di iscritti tra i danzatori, e una quarantina di gruppi partecipanti alla competizione coreografica, si confermano le suddivisioni nelle sezioni classica, moderna-contemporanea e composizione coreografica, aperte a danzatori d'ambo i sessi. Ecco le categorie: 12-14 anni per gli allievi; 15-18 per i juniores; 19-24 anni per i seniores. La sezione Composizione Coreografica non ha invece limiti di età. Anche quest'anno la fase eliminatoria per i gruppi coreografici avvviene direttamente dal vivo, non attraverso l'invio di video cassette. Ma intanto ad aprire le danze sono gli alberghi di Spoleto, prenotati, come i ristoranti, per le centinaia di partecipanti fra aspiranti danzatori, artisti, amici, familiari e spettatori. È questa una connotazione del tutto positiva per Spoleto, che giustifica il contributo determinante alla realizzazione della manifestazione offerto sia dal Comune di Spoleto che dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto. A questi si aggiunge il Gruppo Leonardo Caltagirone, che ha istituito per l'occasione il
"Premio Giuseppina Cacciatore Caltagirone"
, e offrirà a giovani talenti borse di studio presso le più importanti accademie di danza italiane. Ancora una volta, dunque, sono da sottolineare la grande passione che anima i partecipanti e la dinamica puntuale degli eventi, scandita e controllata dagli organizzatori, unita ai decenni di competenza del suo direttore artistico, Alberto Testa. Soprattutto ciò che la città sembra chiedere alla Settimana Internazionale della Danza è la conquista di nuovi, importanti obiettivi, e la sua continuità. Per fare in modo che ancora una volta la Settimana si ponga con la certezza di una festa, da celebrare ogni anno, per fare di Spoleto un crocevia dei giovani di tutta Europa
Ermanno Romanelli
Corriere dell'Umbria Domenica 14 Marzo 2010