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mercoledì 25 giugno 2014

Restauri finiti, riaperta la chiesa di Pietrarossa

Ieri, in occasione della festa di San Giovanni, è stata riaperta la chiesa di Pietrarossa di Trevi , antica struttura che prossimamente sarà inserita nelle candidature per essere riconosciuta come patrimonio dell'Unesco.
Contestualmente sono state riaperti anche le due piazzole di sosta lungo la nuova Flaminia e il passaggio pedonale collegamento tra queste e la chiesa, favorendo in tal modo la sosta dei turisti in transito.
La riapertura delle due piazzole, attesa da oltre un anno, era stata al centro di grosse polemiche, sollevate dai cittadini, dopo la chiusura.
Ora per garantire la sicurezza delle due aree sono state installate anche delle telecamere per la videosorveglianza.
La chiesa di Pietrarossa, di origini longobarde, un autentico gioiello architettonico, conserva 'tesori' d'arte e dipinti, opportunamente restaurati durante gli ultimi lavoro.

“Oltre alla riapertura della chiesa c'è un altro appuntamento previsto per sabato - spiega il sindaco, Bernardino Sperandio -, sarà infatti ripristinato il tradizionale e antico mercatino per la vendita, da parte dei 'canapinari' di prodotti ortofrutticoli a chilometri zero. Un Mercatino che potrebbe essere riproposto durante l'estate”.

Nella stessa giornata è prevista la passeggiata alla scoperta degli orti delle Canapine, la visita alla chiesa di Pietrarossa e la degustazione di 'panzanella’ e assaggio del trebbiano spoletino, a cura dell'Ente Palio dei Terzieri di Trevi.

 

La Nazione Mercoledì 25 Giugno 2014

martedì 1 aprile 2014

Rocca, allarme per gli affreschi

Rocca Albornoziana, il guano dei piccioni mette a rischio gli antichi affreschi.

Non finisce di stupire la situazione del monumento che dovrebbe essere un motore per attrarre turismo, ma che non sempre si presenta all'altezza delle aspettative.
L’imponente struttura con le opere del Museo del Ducato e gli affreschi della camera pinta e del cortile d'onore, è di certo una delle tappe obbligate per chi visita la città.
Da qualche mese, tra l'altro, il ministero dei beni culturali ha assunto nuovi operatori che assicurano l'apertura del Museo del Ducato anche la domenica pomeriggio.
Per una gestione ottimale del monumento, però, si attende ancora una soluzione che superi le diverse competenze tra Ministero, Regione e Comune.
E così, nel frattempo, sugli affreschi che decorano il cortile d'onore della Rocca, domenica scorsa è caduto lo sguardo di alcuni turisti che hanno subito sollevato il problema di un grave rischio per le opere d'arte oltre che una situazione intollerabile per il decoro del monumento:

“è evidente - hanno spiegato i visitatori - che i piccioni la sera vanno a dormire sugli stemmi papali lasciando i loro escrementi i quali, a lungo andare, corrodono i materiali, stucchi e superfici pittoriche”.

La segnalazione, hanno spiegato gli addetti alla sorveglianza, non è nuova e pare che la Soprintendenza ne sia informata.
É altrettanto chiaro, però, che non si è ancora rimediato al problema.
Del resto, la denuncia è stata fatta in questi giorni perchè con l'arrivo della primavera si è riavviata anche la stagione turistica.
E non è un caso che, sempre alcuni visitatori del monumento, in questi giorni abbiano notato con disappunto la presenza di parecchie auto parcheggiate a ridosso della fortezza, all'interno della cerchia che isola la Rocca dalla città:

“Sembrerebbe - affermano che si tratti di automezzi dei dipendenti delle istituzioni che hanno sede alla Rocca i quali sono muniti tutti di permesso”.

La domanda sorge spontanea: non sarebbe meglio fornire permessi per il parcheggio di Via del Tiro a Segno e invitare i dipendenti a far uso della mobilità alternativa per salire al monumento?

Il Messaggero Martedì 1° Aprile 2014

lunedì 2 settembre 2013

Il santuario di Santa Maria di Pietrarossa torna visitabile

Le impalcature del cantiere posizionate da anni per il santuario di Santa Maria di Pietrarossa, sono state finalmente tolte e la struttura ora si presenta straordinaria nella sua bellezza. A questo punto si dovrà pensare comunque al restauro dei dipinti che versano in gravi condizioni di degrado, anche se quelli posti sopra l'altare sono stati eseguiti qualche anno fa.

Non è stato raro che negli anni scorsi, ad impalcature ancora allestite, qualche visitatore abbia chiesto al vicino abitante di poter visitare la chiesa. Ben prima, comunque, che le piazzole di sosta sulla Flaminia fossero sbarrate. Necessario dunque a questo punto - e lo chiedono ormai in tanti, compreso il sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio - che le aree di sosta sulla consolare vengano riaperte e rese fruibili a quanti durante questa coda dell'estate e nei prossimi mesi, volessero fermarsi per visitare il santuario.

E chissà anche questo è l'auspicio di molti - se la visita possa stimolare a lasciare delle offerte che potrebbero essere destinate al restauro degli affreschi.
Del resto, quelle piazzole sulla Flaminia (con tanto di sottopasso) sono state realizzate proprio a servizio del monumento.

Eretta nell'abitato di Santa Maria di Pietrarossa, il santuario è un edificio tardo medioevale (fine XIII - inizio XIV secolo) con alcuni elementi architettonici, situati sotto all'attuale piano di campagna, che potrebbero indicare una datazione più antica. La presenza di reperti provenienti da edifici romani si spiega con l'usanza, diffusa nel Medioevo, di impiegare pezzi di vecchie costruzioni per la realizzazione di nuove.
La chiesa era stata transennata per i danni causati dalla crisi sismica del 1997-98 che ha colpito la regione, provocando gravi danni ad una struttura già deteriorata dal tempo, dall'incuria dell'uomo e dalla devastante umidità che ha interessato sia le murature sia le opere pittoriche. Pietrarossa e l'acqua del pozzo di San Giovanni che si trova là vicino, richiamano la presenza di san Francesco a Trevi. Si tratta della visita al lebbrosario dei santi Tommaso e Lazzaro.
Qui il santo si fermò a lungo, prendendosi cura degli ammalati che consolava e guariva, secondo la tradizione, lavando le loro piaghe nella chiesa di Santa Maria di Pietrarossa con l'acqua del pozzo là presente.

Corriere dell'Umbria Lunedì 2 Settembre 2013

giovedì 20 settembre 2012

150mila euro per la Rocca Albornoz

Pronti a partire i lavori di potenziamento e riqualificazione della Rocca Albornoziana per un totale di 150 mila euro. Prima però l'amministrazione pensa alla sicurezza. Lo fa affidando con una determina dirigenziale, la progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori, contabilità e sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, alla ProRest srl, per un costo di 17.513 euro.

I maxi lavori di riqualificazione di uno dei monumenti simbolo delle città ducale, rientrano nel programma triennale delle opere pubbliche 2012 - 2014. Data la specificità della progettazione, oltre al fatto della notevole mole di lavoro che grava attualmente sulla struttura tecnica interna, il Municipio ha deciso di affidare a soggetti esterni le attività di progettazione, direzione lavori e sicurezza. La ProRest srl, con sede a Spoleto, è una delle società di fiducia dell'amministrazione comunale ed è professionalmente idonea per la redazione della progettazione in questione. I lavori intendono riqualificare uno dei monumenti-simbolo della città di Spoleto.

Corriere dell'Umbria Giovedì 20 Settembre 2012

domenica 6 dicembre 2009

Duomo di Spoleto

Duomo di SpoletoIl Duomo di Spoleto chiude sul fondo l'omonima Piazza con la sua maestosa facciata dalle forme romaniche. Fu innalzato nel XII secolo e consacrato nel 1198. La facciata, divisa in tre ordini, è caratterizzata nella parte inferiore da un portale decorato alla maniera classica, preceduto da un portico rinascimentale a cinque arcate. Nella parte centrale del fronte si apre un grande rosone con i simboli degli Evangelisti fiancheggiato da rosoni più piccoli. Nella zona superiore si profilano tre arcate ogivali, quella centrale è decorata con un mosaico bizantineggiante. Sulla sinistra della facciata si erge il campanile del XII secolo.
L'interno fu ricostruito nel corso del Settecento, è a croce latina, a tre navate con un grande abside semicircolare. Nella navata centrale è originario del XII secolo il pavimento musivo.
Subito dopo l'ingresso si apre sulla destra la Cappella Eroli del 1497 affrescata dal Pinturicchio e, nel transetto destro, il sepolcro del pittore Filippo Lippi; artista che decorò l'abside del presbiterio nel 1467. Alla sinistra del presbiterio si trova la Cappella del Sacramento che contiene tele di Francesco Refini mentre nella navata sinistra si apre la Cappella delle Reliquie, sorta per custodire icone e oggetti sacri.
In questa Cappella è collocata una scultura lignea dei primi del Trecento e vi si trova anche il prezioso autografo di San Francesco. All'inizio della navata di sinistra trova invece posto il Crocifisso di Alberto Sotii datato 1187.

domenica 2 novembre 2008

Villa Fabri torna alla città di Trevi

"Un piccolo comune che non si rassegna a far cadere le iniziative relative alla cultura. Piccoli ma "tignosi", piccoli ma non deboli: questa è Trevi e questa è l'Umbria che non mollano sulla qualità."
Il presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti è intervenuta così all'inaugurazione di Villa Fabri, un prezioso luogo e un pregevole contenitore culturale che il Comune di Trevi restituisce alla città.
Uno dei momenti centrali di Festivol, manifestazione organizzata dal Comune di Trevi che proseguirà fino a tutt'oggi, è stata infatti la riapertura, dopo il restauro intrapreso dalla stessa Amministrazione comunale, della splendida Villa Fabri o dei Boemi.
Prima del consueto taglio del nastro e della visita alla villa numerosi sono stati gli interventi in un gremito Teatro Clitunno: erano infatti presenti, oltre alla governatrice, anche il sindaco di Trevi Giuliano Nalli, la soprintendente ai beni culturali Vittoria Garibaldi, il professor Francesco Federico Mancini, Giuseppe Bettini e Dino Sperandio (responsabili dei lavori interni ed esterni alla villa)
dal Corriere dell'Umbria Domenica 2 Novembre 2008


Un piccolo, grande gioiello paragonabile che può entrare di diritto nella rete di ville storiche presenti in Umbria.
Non solo. La struttura può svolgere un ruolo di primo piano nel panorama culturale cittadino. Come contenitore d'eccellenza e di prestigio per ospitare appuntamenti anche di grande respiro nazionale o essere anche sede di scambi culturali con altri Paesi.
In questi termini è stata presentata al pubblico Villa Fabri o dei Boemi, inaugurata venerdì pomeriggio alla presenza di un folto pubblico che ha gremito in ogni ordine di posti il Teatro Clitunno, dove è avvenuta la cerimonia d'inaugurazione che ha anticipato poi il taglio del nastro, purtroppo funestato da una scrosciante pioggia.
E con il taglio del nastro la villa è stata aperta alla collettività tutta e riconsegnata alla storia della città.
Una cerimonia che ha avuto un parterre d'eccezione: il sindaco Giuliano Nalli che nel suo lungo intervento si è soffermato, tra l'altro, sul significato dell'evento
"siamo qui per restituire alla città un meraviglioso gioiello, un traguardo ambizioso e importante che finalmente si è concretizzato, il recupero di questo bene sta a significare il connubio tra storia e cultura"
; Francesco Federico Mancini, direttore del dipartimento di scienze umane e della formazione dell'Università degli studi di Perugia; Vittoria Garibaldi, soprintendente per i beni storico artistici dell'Umbria ("un comune che pone particolare attenzione al proprio patrimonio culturale"); Giuseppe Bettini responsabile lavori pubblici del Comune di Trevi e Dino Sperandio, restauratore.
Ognuno per il proprio ruolo ha illustrato le bellezze e le peculiarità della Villa: dai decori che ornano pareti e soffitti di tutte le stanze del fabbricato e del loro significato, ai lavori di restauro ai quali è stato sottoposto il giardino e via dicendo.
Al presidente della giunta regionale dell'Umbria, Maria Rita Lorenzetti le conclusioni.
"Un piccolo comune che non si rassegna a far cadere le iniziative relative alla cultura. Piccoli ma 'tignosi', piccoli ma non deboli: questa è Trevi e questa è l'Umbria che non mollano sulla qualità"
- ha sottolineato con orgoglio la presente.
A tagliare il nastro il sindaco Nalli e il presidente Maria Rita Lorenzetti. I lavori che hanno interessato la villa, acquisita dal Comune nel 2000, dopo le procedure avviate dall'allora sindaco Carlo Antonini alla fine degli anni '90, hanno interessato il consolidamento dei solai e del tetto e parte della struttura, grazie ai finanziamenti del terremoto erogati dalla Regione dell'Umbria ai lavori di restauro delle sale interne con fondi del Comune, la Soprintendenza ha curato la facciata della Villa.
Villa che è stata costruita sul finire del '500 e che d'ora in poi sarà aperta e restituita alla città.
Prosegue, intanto, il ricco cartellone di
"Festivol - Trevi tra olio, musica, arte e papille"
attraverso un percorso storico-culturale-enogastronomico con il quale si festeggia il momento conclusivo della raccolta delle olive, quando dalla prima spremitura si può gustare l'olio nuovo

Anna Maria Piccirilli
dal Corriere dell'Umbria Domenica 2 Novembre 2008

giovedì 18 settembre 2008

Spoleto sarà patrimonio internazionale dell'Unesco?

Con molte probabilità dal giugno 2009 Spoleto entrerà a far parte del patrimonio internazionale dell'Unesco.
È ottimista l'assessore Flamini che, reduce dall'ultima riunione tenutasi a Roma con i rappresentanti delle altre città che prendono parte alla candidatura, si prepara ad accogliere l'ispettore Icomos, in visita in Italia per verificare alcuni parametri, relativi proprio alla candidatura.
"Fino ad oggi - afferma l'assessore alla cultura del comune di Spoleto- i lavori sono stati condotti curando ogni minimo dettaglio e credo proprio che già dal prossimo giugno il sito, che mette in rete sette città diverse, entrerà a tutti gli effetti a far parte del patrimonio internazionale dell'Unesco."
Come già noto infatti Spoleto e Campello insieme a Civitale del Friuli, Brescia, Castelseprino, che fanno parte della provincia di Varese, Benevento e Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia, fanno parte del sito seriale
"Italia langobardorum Centri di potere e di culto"
, un unico sito che raccoglie le maggiori testimonianze della cultura longobarda nel suo momento di massima capacità espressiva, prima della caduta dei territori del centro e nord Italia ad opera dei Franchi di Carlo Magno.
L'ammissione alla candidatura è già un'importante traguardo, ma l'iter per l'accettazione definitiva prosegue secondo una specifica prassi.
In ordine di tempo la scorsa settimana a Roma si è tenuto l'ultimo incontro volto a pianificare le operazioni e a puntualizzare gli aspetti della rete gestionale, creatasi a proposito.
Una rete che mira ad una cooperazione tra le sette città. Con una collaborazione funzionale che suddivide i compiti relativi alla gestione in virtù delle esigenze anche di carattere territoriale.
I siti interessati al progetto, per ciò che concerne Spoleto e Campello, sono rispettivamente la basilica di San Salvatore e il tempietto del Clitunno.
Siti che saranno sicuramente luogo di interesse principale della visita dell'ispettore Icomos, prevista per il prossimo autunno, e che sarà decisiva ai fini dell'effettivo inserimento dell'area di Spoleto e Campello fra i siti tutelati dal prestioso organismo internazionale.
Al momento la basilica si presenta in ottimo stato, ma vi sono alcune novità in cantiere. È in via di attivazione il progetto di riqualificazione del convento. Per il momento è stato finanziato soltanto il restauro del tetto ma non è esclusa l'ipotesi di recuperare anche piazzale Salmi, con la realizzazione di una nuova area sosta che possa rendere visibile la facciata laterale della Basilica.
Ed in questa ottica la struttura del convento potrebbe anche ospitare un nuovo punto informazioni turistiche.
Daniele Minni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 18 Settembre 2008

martedì 9 settembre 2008

Il santuario di Santa Maria di Pietrarossa

Le sollecitazioni si fanno via via sempre più pressanti e le proteste sempre più numerose da parte dei cittadini di Trevi.
Motivo, lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il santuario di Santa Maria di Pietrarossa. Una struttura dal grande valore archeologico, architettonico e pittorico esistente al suo interno. L'edificio infatti sarebbe seriamente danneggiato per infiltrazioni di acque sotterranee e per quelle piovane, provenienti dal tetto in rovina.
Una situazione che starebbe seriamente compromettendo anche le opere pittoriche e gli affreschi che decorano le pareti interne ed esterne della chiesa.
E così i pullman arrivano carichi di visitatori che però non possono ammirare il santuario perché off limits.
E così con la delusione mista a sbigottimento dipinta sul viso, risalgono sul torpedone per riprendere la via di casa.
Uno stato di degrado testimoniato anche dalle transenne che cadono a pezzi con il trascorrere degli anni.
Segno inequivocabile di una situazione che dura ormai da oltre dieci anni. Dal terremoto del 1997. Certo alcuni interventi sono stati eseguiti, come la sistemazione del tetto e altri lavori. Ma non sarebbero stati sufficienti. Una situazione di abbandono che molti cittadini non sono disposti più a tollerare. Uno spettacolo desolante per un edificio sacro che vanta una storia di secoli e che era gettonatissimo dagli sposi, che qui desideravano celebrare il loro matrimonio.
Da qui le proteste che hanno cominciato a fioccare numerose, e gli appelli che finora sono rimasti inascoltati.
Tanto che alcuni cittadini hanno manifestato l'intenzione di avviare una petizione con la quale si invitano le autorità preposte ad approntare quanto prima i lavori per rendere fruibile la chiesa di Pietrarossa sia al culto religioso che ai tanti visitatori.
Cenni storici farebbero risalire il santuario così come si presenta oggi, alla fine del XIII secolo, anche se i frammenti più antichi rimessi in opera fanno pensare a costruzioni più precedenti.
La maggiore attrattiva della chiesa è rappresentata dai numerosi affreschi, oltre novanta, che si distendono sulle sue pareti, non solo all'interno ma anche all'esterno, sotto i portici per l'esattezza.
Le pareti della chiesa sono completamente decorate con dipinti della Madonna col Bambino e San Giacomo, Pietà Volto muliebre, Madonna col Bambino tra i santi Antonio Abate e Leonardo e altri affreschi ancora.
Tutti di grande valore e prestigio sia storico che artistico. Documentata la presenza di San Francesco in occasione delle sue visite ai malati di lebbra, ospitati presso l'ospedale di San Tommaso e Lazzaro, i cui resti sono ancora visibili sulla strada Flaminia in prossimità del bivio per Santa Maria in Valle.
Insomma un monumento sacro che i residenti invocano a gran voce che venga riaperto al culto, dopo gli opportuni interventi di risistemazione.

Anna Maria Piccirilli
dal Corriere dell'Umbria Martedì 9 Settembre 2008
L'immagine dal sito protrevi.com risale a qualche anno fa.