Visualizzazione post con etichetta Castel Ritaldi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Castel Ritaldi. Mostra tutti i post

giovedì 10 aprile 2014

Eventi a Castello a Castel Ritaldi

Domenica nel meraviglioso borgo di Castel San Giovanni sbarca la manifestazione "Eventi a Castello" che farà rivivere i principali appuntamenti che si svolgono nel territorio durante l'arco dell'anno e proiettati in una dimensione plurisensoriale fatta di tipicità, luoghi e sapori.
Un giorno per fare il pieno di storia, allegria, gusto e natura, alla scoperta del paesaggio e della tradizione folkloristica umbra. La giornata inizierà con una passeggiata a cavallo nel territorio ritaldese in compagnia di "Natura a Cavallo" e il bivacco del cavallaro.

Con il "Palio del Fantasma", edizione straordinaria, si farà una full immertion nel Medioevo tra costumi dell'epoca e sfide tra le cinque frazioni di cui è composto il comune.
Grazie al teatro di "Camelot", i bambini saranno invitati ad entrare nel "Paese delle Fiabe" condividendo il piacere della lettura e della scrittura. Da sempre caratterizzata per l'alta qualità dei prodotti gastronomici Castel Ritaldi, dedica con "Frantotipico" un vero e proprio tributo all'olio extravergine di oliva, fiore all'occhiello della produzione agroalimentare umbra.
Quella di domenica sarà un'anteprima della tre giorni che si tiene agli inizi di novembre.
La musica accompagnerà questo momento, grazie alla presenza della banda musicale di Castel Ritaldi, associazione musicale "Santa Cecilia". Con il "Duo Frandoli Scarabottini" largo a "Note di Trebbiano", esibizione musicale che spazierà dal jazz al classico con clarinetto e fisarmonica, il tutto accompagnato da una degustazione gratuita di Trebbiano spoletino, prodotto enologico che vanta una molteplice declinazione: da semplice vino da tavola ideale per tutti i giorni a speciale produzione controllata e dal grande appeal in abbinamento a piatti della tradizione locale o anche della migliore scuola culinaria. Il carosello di Eventi a Castello si concluderà con un momento del tutto spedale, creato ad hoc per l'occasione e che soltanto chi parteciperà potrà scoprire e vivere in diretta: "Il di.. .vino gioco di Vannozza", una cena goliardica con sfida tra i commensali per guadagnarsi il vino.

Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Aprile 2014

sabato 3 settembre 2011

Tra Cielo e Terra

3-19 settembre 2011
…la Cultura commestibile

i sotto-sottotitoli potrebbero essere due: le nozze coi fichi secchi, visto che davvero ci si è dovuti rimboccare le maniche (amministrazioni e organizzatori, sponsor e sostenitori) per riuscire a comporre un programma degno e a tratti anche ambizioso, visti i tempi davvero bui, la scarsità di risorse a cui sopperire con tanta immaginazione e buona volontà (…e poi nel sud d'Italia i fichi secchi sono un dolce prelibato: se preparati con cura possono essere la più degna conclusione di un bel pasto, anche di festa!) …mentre ci sono problemi a garantire i servizi primari (scuole, trasporti, sanità) sembra una follia pensare al teatro, alla danza, alla Cultura… e qui l'altro sotto-sottotitolo: il cibo dell'Anima, perché la Cultura commestibile è una provocazione, la risposta a chi dice che "Dante non si mette nel panino", che "con la cultura non si mangia", la testarda convinzione che l'uomo ha bisogno del pane ma anche delle rose, che "non di solo pane vive l'uomo…", che un uomo è anche (e forse soprattutto, chissà…) la sua capacità di sognare, immaginare, legarsi all'Infinito e intercettarne la Voce, che siamo stomaco ma anche Spirito, e che come il digiuno dal pane provoca la morte del corpo così l'astenia dello Spirito ammala la nostra anima, ammalando di conseguenza il corpo; è la convinzione che il nostro patrimonio culturale è una sorta di pozzo di petrolio da cui poter estrarre ricchezza anche e prima di tutto per il territorio; è la forza di difendere professionalità, conoscenze, saperi, arte artigianale di tutti coloro i quali recitano, dirigono, disegnano e costruiscono scene luci e costumi, contribuendo a tessere la tela dei sogni in cui ciascuno di noi può perdersi per ritrovare un frammento di se stesso e dell'Infinito che in ciascuno alberga… perché
"siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni"
recita una delle più belle battute di Shakespeare (e non di un ruffiano spot d'automobili…), e perché mai come in questo momento c'è carestia: di idee, di bellezza, di "cibo dell'Anima"… Allora, siete tutti invitati alla nostra tavola: piatti semplici, magari, ma di provenienza assicurata, preparati con Amore e con Fantasia, imbanditi in luoghi suggestivi e serviti con quel pizzico di follia e di coraggio che ci porta ad essere, nonostante tutto, caparbiamente ma con allegria…tra Cielo e Terra!

Domenica 4 settembre
Montecchio (Giano dell'Umbria), Piazza IV Novembre – ore 21
(In caso di maltempo presso il Centro Sociale Anziani "San Gaspare" di Bastardo )(via Olindo Vernocchi)

Uthopia/tra Cielo e Terra
Novecento la storia del pianista sull'oceano
reading letterario di e con Ciro Masella da Novecento di Alessandro Baricco
Ci sono storie che, pur parlando di altre vite, di uomini e donne di altri tempi e altri luoghi -spesso immaginari gli uni e gli altri- ci raccontano di noi, del nostro tempo, ci parlano al cuore e alla testa, ci svelano e ci rivelano; storie che ci entrano sotto la pelle e nelle pieghe dell'anima. Quella di Novecento, il più grshavane pianista che abbia mai solcato l'oceano, è senza dubbio una di queste. Una delle più belle storie mai raccontate. Intensa, commovente, divertente e assurda… come la vita. La storia di una grande e bizzarra amicizia, la storia di un fallimento e di una vittoria… la storia di ciascuno di noi, a vederla bene… Un uomo ci racconta e si racconta… e quella storia semplice e complicata, assurda ma bella… come la vita… diventa la nostra.
Ingresso gratuito

Mercoledì 7 settembre
Bastardo (Giano dell'Umbria), Centro Sociale Anziani "San Gaspare" – ore 21
Tra un atto e l'altro/Minimalimmoralia
Veneti Fair
di e con Marta Dalla Via
video Roberto Di Fresco regia Angela Malfitano
Forse al nord si evade il fisco meno che al sud? Forse al nord non ci sono "amici" o parenti pronti a dare una spintarella? Forse al nord non si paga il pizzo, non si sfrutta la prostituzione, non si cede al racket? Forse le tasse dei calabresi non servono a finanziare il costoso Mose, progetto salva Venezia? Il nord è così diverso dal sud? Io non ho paura della città. Ho paura del piccolo villaggio di provincia. Ho paura del paesello dove la gente si trova al bar, dove si muore di Biancosarti, dove tutti ti somigliano perché sono tuoi parenti, dove si fanno le cose "di una volta" "come una volta".
Dove " Che bravo quelo saluda sempre" e poi è Pietro Maso o Felice Maniero. (Marta Dalla Via)

Giovedì 8 settembre
Bastardo (Giano dell'Umbria), Palestra Ads Albatros - via B. Buozzi 86/d – ore 21
La Macana (Galizia)
Ven - Sometimes
Creación e interpretación: Alexis Fernández y Caterina Varela
Due corpi che si attraversano l'un l'altro con una leggerezza che sfida la forza di gravità, in perfetto equilibrio tra forza e intimità. Dopo aver vinto numerosi premi internazionali e nel pieno di una tournée trionfale in giro per il mondo, arriva dalla Galizia una delle compagnie più interessanti e innovative della danza contemporanea.
www.lamacana.es
www.blogdelamacana.blogspot.com
Segni Particolari/Dance Gallery/Compagnia Simona Bucci
Frane Premio Toscana Factory Dance
coreografia e interpretazione Eleonora Chiocchini voce Giulia Zeetti elaborazione sonora Gilles Dubroca
Narrazione per immagini in cui le figure, così come lo spazio e il suono, appaiono , scompaiono e si depositano come i frammenti di un terreno che frana. Ogni gesto, si snoda di colpo in una serie. "Frane" sono racconti residui di un "romanzo" non scritto.
"Frane" è il progetto vincitore del Premio Toscana Factory Dance 2011/ coproduzione e debutto definitivo Fabbricaeuropa 2012.

Venerdì 9 settembre
Castello di Saragano (Gualdo Cattaneo)
Piazza della Repubblica– ore 21
(In caso di maltempo lo spettacolo si terrà al chiuso nei locali de La Locanda del Prete)
Festival della Creatività-Firenze
Cosmologia (frammenti dall'Universo)
di Stefano Massini
con Massimo Dapporto
videomakers Maddalena Ammannati e Cristina Andolcetti
Un attore di straordinaria forza e popolarità come Massimo Dapporto racconta al pubblico l'Universo. La formazione delle galassie, il Big Bang, l'implosione dei corpi stellari, il moto delle comete, l'esplosione delle supernovae. Variazioni enigmatiche sull'Universo. Evocazioni. Metafore. Deduzioni che non si affidano alla descrizione scientifica quanto al volo dell'immaginazione creativa. Dialoghi fra generazioni di stelle, mappe per viaggi siderali, parallelismi spazio-temporali, fino a filosofici frammenti di pensiero sul fascino del nulla e sui confini dell'insondabile.
"Questo testo è straordinario. Mi ha coinvolto fino da subito nonostante la massima difficoltà dell'interpretarlo. Ma è bellissimo trovarsi come attore a dar voce a questi incredibili scenari astronomici che poi stanno sulle nostre teste di esseri infinitamente piccoli su un piccolissimo pianeta. Devo questa soddisfazione al mio incontro con Stefano Massini, che considero uno degli autori più sorprendenti dell'Italia di oggi."
(Massimo Dapporto)
Ingresso gratuito

Sabato 10 settembre
Perugia, Onnivora – ore 21
Anteprima
Segni Particolari
Resti lontani
ideazione coreografia e danza Amina Amici
musiche originali Bruno De Franceschi
Sarebbe bello se ci fosse più cura/Amore nella voce nell'indaco del cielo terso/Mio cuore mio polmone amo te che di note mi rivesti/Non vi è confine tra pelle mia e tua tua e mia/Bocca mia unita alla tua /Amo te che gioia mi dai ossigeni il mio sangue e cangi i miei occhi/Di luce mutante sfumate son le ore del giorno e della notte/Nella foresta vi è silenzio vivo di chi la abita noi abituati al ticchettio degli orologi/Al silenzio dell'amore che troppe parole non vuole/Ma sentire /Musica produce corpo in movimento/Trascurate al mio cuore non si può dire
www.segniparticolari.org

Sabato 10 settembre
struttura Polivalente di Pozzo (Gualdo Cattaneo) – ore 21
Associazione culturale "Bastia Umbra:città d'Europa"/Amm.Com.le Gualdo Cattaneo
Manifestazione finale della XIV edizione del Premio Letterario "Fenice-Europa"
Info e prenotazioni 742 929422 - 742 929427 www.feniceuropa.it

Domenica 11 settembre
Giano dell'Umbria, Gianoteca - Piazza San Francesco, 4 – ore 18
Uthopia/tra Cielo e Terra in collaborazione con la Gianoteca
Aperitivo kafkiano/pagine da "Il Processo"…
Un viaggio nelle pieghe segrete di uno dei più bei romanzi della letteratura di tutti i tempi. La storia di Joseph k e del suo misteriosissimo Processo tra sogno e realtà, tra comico e tragico. In attesa della nuova produzione "kafkiana" di tra Cielo e Terra…

Domenica 11 settembre
Giano dell'Umbria, Sala Frà Giordano – ore 21
Teatro Sotterraneo/Armunia/Centrale Fies
Homo ridens_Giano dell'Umbria
creazione collettiva Teatro Sotterraneo in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri scrittura Daniele Villa
Homo ridens è una performance pensata come esperimento su campione, un test sul pubblico-cavia chiamato a reagire a determinati stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi. Il progetto rivede e aggiorna i risultati delle proprie ricerche in ogni città e di conseguenza ne prende il nome. L'intento è quello d'indagare l'attitudine umana alla risata, misurandone i limiti e la complessità. Nel riso rinunciamo alla funzione vitale del respiro, nel riso è la parte aggressiva di noi che ci fa digrignare i denti, nel riso è l'intrattenimento del potere ma anche la rivolta popolare. Sappiamo che la coscienza di sé permette all'uomo di vedersi dall'esterno. Sappiamo che la coscienza di sé rende l'uomo consapevole della morte. Ma cosa c'è da ridere?
www.teatrosotterraneo.it

Martedì 13 settembre
Perugia, Onnivora – ore 21
Compagnia Freefall
May_day
ideazione e coreografiaSara Marinelli
danzatrici Valeria Brunori, Eleonora Cantarini, Valentina Jalali, Debora Renzi, Debora Tuteri
"Tutto ciò che ho praticato finora lo chiamo opera d'amore…/Medea sono adesso,/cresciuta è la mia natura/ grazie alla sofferenza"

(Seneca, Medea)
Cinque donne danzano sulla linea sottile tra sacro e profano, mettendo in scena i turbamenti e l'inquietudine, raccontandosi e lasciandosi alle spalle quello che è stato, quello che è e quello che sarà. Una finestra su un mondo visto da occhi diversi perché tali sono le donne che si affacciano… donne che ridono, piangono, vivono ma soprattutto donne che amano.
www.saramarinelli.it

Mercoledì 14 settembre
frazione di Grutti (Gualdo Cattaneo) – ore 21
(In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nei locali della Pro Loco)
Brendulo, ovvero il Che Guevara delle colline
di e con Silvia Frasson
musiche eseguite in scena da Stefania Nanni
Brendulo, figlio di contadini, vive con la famiglia in una Fortezza di proprietà di ricchi conti dove la famiglia lavora a mezzadria. Gioca col figlio dei padroni, hanno la stessa età. Un giorno i due iniziano a fare un gioco diverso, giocano al maestro e l'alunno. E Brendulo impara a leggere e a scrivere, aprendo gli occhi sulla realtà che lo circonda. Inizia così la storia di una rivoluzione… Questa è la storia di un rivoluzionario che capì che l'unico modo per guadagnare la dignità di essere umano è conoscere.
www.silviafrasson.blogspot.com Facebook: Silvia Frasson Narratrice Immaginifica

Giovedì 15, venerdì 16, domenica 18 settembre
Perugia, Onnivora – ore 21
Uthopia/Tra Cielo e Terra/KanterStrasse
La fine di Shavuoth
di Stefano Massini regiaCiro Masella
conDaniele Bonaiuti, Valter Corelli, Ciro Masella
L'incontro notturno tra Franz Kafka e Itzhak Lowy, destinati a diventare il primo uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi l'altro uno dei più importanti attori del teatro yiddish, realmente avvenuto in un caffè-teatro praghese, come spunto per raccontare due anime alla ricerca, due vite ancora non sbocciate, due storie che si intrecceranno in una notte di confidenze, di scherzi e sogni segreti. Uno dei testi che ha rivelato al mondo il talento di Stefano Massini. Una storia in bilico tra sogno e realtà…come la vita di ciascuno di noi.

Sabato 17 settembre
Bevagna, Ex Chiesa di Santa Maria Laurentia – ore 21
Compagnia Carole Magnani/Evidanse-ItinerArte
Mondo Tango, laboratoire de Femmes
coreografia e scenografia Carole Magnini
danzatori Carole Magnini, Virginia Spallarossa, Martina La Ragione
ballerini Tango Argentino Lucia Comez e Daniele Veroni
musica dal vivo Compagnia Tango Popular: Violoncello Mauro Businelli,
Tastiera Michele Chiasserini, Fisarmonica Umberto Ugoberti
Nel 1900 milioni di immigranti sbarcarono a Buenos Aires. Volevano far fortuna… ignari che stavano invece per dare vita a qualcosa di molto più importante: il Tango! …per esistere nel mondo…danza di un mondo, fatto sociale, per ritrovarsi e raccontarsi…pene, nostalgie, gioie e passioni… Mondo Tango è un "riquadro", studio sociale…senza ambizioni, ironico e appassionato, forte e tenero. Incontri e scontri in derisione…luogo di emozioni, gelosie, invidie e passioni. Ritratto della nostra condizione di essere umano…Un' affaire d'Hommes, de Femmes…Tout à fait ordinaire…

Domenica 18 settembre
Castel Ritaldi, Biblioteca Comunale G. Spaziani – ore 20
in occasione del Premio Letterario Mario Tabarrini/Castel Ritaldi Paese delle Fiabe
Museo del Giocattolo/tra Cielo e Terra
La fine degli Orchi
di Mario Tabarrini
lettura animata a cura diCaterina Fiocchetti e Giulia Zeetti
Due attrici, giocando con suoni, ombre, travestimenti ed antichi balocchi del Museo del Giocattolo di Perugia, danno vita ad un'incantevole fiaba animata da curiosi personaggi e scenari insoliti. Attraverso le proiezioni della lanterna magica la fantasia solletica il pubblico di grandi e piccini creando un mondo incantato degno delle fiabe di una volta, in bilico tra divertimento, poesia e mistero.
Ingresso gratuito

Lunedì 19 settembre
Perugia Onnivora – ore 21
Prima Assoluta
Biancochiaro/ spazio teatrale "Onnivora"
La mosca è inevitabile
liberamente tratto da Elogio della mosca di Luciano di Samosata
traduzione Paolo Peroni con la presenza di Mauro Celaia e la voce di Valerio Amoruso
video presenza Raffaele Ottolenghi, Barbara Pinchi, Cecilia Ventriglia
regia video Alex Visani musica, suoni e rumori Angelo Benedetti
regia, scene e costumi Carla Gariazzo
Può la mosca, l'insetto scocciatore e fastidioso per eccellenza, divenire oggetto di un elogio? Ed è possibile cantarne le virtù, le qualità e le prodezze? Un racconto surreale e leggerissimo, in cui l'ironia la fa da padrone, alla ricerca delle ragioni e del punto di vista di uno dei nemici giurati dell'uomo, che qui finalmente prende voce e corpo, per portarci in volo nel suo esilarante mondo.
www.onnivora.org


Sabato 3 Settembre 2011

venerdì 16 luglio 2010

Trebbiano Blues 2010

Trebbiano Blues

a Castel Ritaldi dal 23 al 25 luglio 2010

Buona musica e ottimo vino marcheranno il Trebbiano Blues che è alla sua prima edizione, ma sta già facendo parlare di sé, sia per gli artisti di livello che vi parteciperanno che per il suo protagonista: il trebbiano spoletino.

Degustazioni di vini delle cantine locali e di prodotti tipici nell' accogliente del borgo medievale di Castel Ritaldi,con le dolci note del blues come sottofondo... Tutte le sere sarà aperta la taverna.

Palio del Fantasma di Castel Ritaldi edizione 2010

XXI Palio del Fantasma

Castel Ritaldi
dal 26 luglio 1 agosto
Rievocazione storica della visita di Lucrezia Borgia a Castel Ritaldi avvenuta nel 1499. Cinque Rioni si sfideranno per conquistare l'ambito Palio attraverso competizioni tipiche dell'epoca (giochi popolari del medioevo) e prove contemporanee (giochi in piscina).
La serata finale vedrà fronteggiarsi le cinque fazioni in una competizione "culturale", verranno poste delle domande di cultura generale e le cinque squadre dovranno cercare di indovinare la risposta e di far avanzare le proprie "pedine" (dama e cavaliere) in un percorso molto simile a quello del gioco dell'oca. Finalmente delle pedine che non cadono alla prima gomitata al tabellone!
Venerdì 16 Luglio 2010

mercoledì 14 ottobre 2009

Castel Ritaldi ... 4 passi nel Paese delle Fiabe: Castel Ritaldi in Umbria

Castel Ritaldi
Collocato sulla cima di una dolce collina, il paese di Castel Ritaldi domina un ampio territorio, meta ideale per escursioni in mezzo alla natura. Come testimoniano numerosi reperti archeologici, il territorio su cui oggi sorge Castel Ritaldi era abitato già in epoca romana.
L'attuale Comune deriva dalla fusione di tre piccoli nuclei di origine medievale: Colle del Marchese, Castel San Giovanni e lo stesso Castel Ritaldi.
Passeggiando all'interno del centro storico, caratterizzato da stradine e piccole piazze, si incontrano due edifici religiosi: nella Chiesa Parrocchiale di S.Marina è da ammirare uno splendido affresco che raffigura la Madonna con il mantello, opera del pittore Lattanzio di Nicolò (inizio del '500); anche nella Chiesa di S.Nicolò, dotata di un portale quattrocentesco, sono esposti affreschi di pregevole fattura.
Poco distante dall'abitato si trova l'antica Pieve di S.Gregorio: l'edificio risale al XII secolo e presenta singolari decorazioni sulla facciata e sul portale.
Proseguendo fino a raggiungere la frazione di Bruna, si può visitare il piccolo Santuario della Madonna della Bruna: si tratta di un interessante esempio di architettura rinascimentale bramantesca.
Per chi cerca tranquillità e ha a disposizione ancora un po' di tempo, consigliamo di seguire uno dei numerosi sentieri che attraversano il territorio circostante: a piedi, in bicicletta o addirittura a cavallo, si possono effettuare piacevoli e rilassanti escursioni.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Foto di Angelo Tanzi da Panoramio

venerdì 11 settembre 2009

4 passi a Castel Ritaldi

Ogni paese di origine medioevale sa dare forti emozioni. Soprattutto quando impegna la sommità della collina di Scigliano e offre sempre uno stupendo paesaggio, quasi un balcone sulla valle.
Il centro del balcone è la piazza. Castel Ritaldi, nato dalla fusione di tre borghi medioevali, è un tipico esempio di agglomerato pittoresco umbro, adagiato su un poggio, ultima propaggine dei monti Martani.
Quando si giunge sulla piazza, che è l'orgoglio di tutti i suoi abitanti, il medioevo ti viene incontro in modo magico, grazie al castello del XIII secolo.
Ed è proprio questo maniero che invita il turista a restare in contemplazione per il fascino di ciò che è stato conservato.
Poi ti accorgi che sei nel terzo millennio dall'insegna dei bar e dal palazzo della civica residenza che, per la sua geometria moderna, non ha certo il fascino del passato.
Per il resto, la piazza è un incastro perfetto e quasi magico del cuore antico. Ti riporta ai tempi in cui la vita si svolgeva in modo semplice. Allora risenti il tambureggiare degli zoccoli dei cavalli, il cigolio delle ruote dei carri, il chiacchiericcio degli uomini e la voce cupa che esce dall'hostaria.
Castel Ritardi costituisce un notevole esempio di borgo medioevale fortificato con mura due-trecentesche a pianta ellittica e torri mozze, con casette poste geometricamente all'interno.
Fu abitato anche in epoca romana, come testimoniano molti frammenti di anfore e manufatti emersi dalle lavorazioni dei campi e inseriti nelle mura di edifici e di numerose chiesette disseminate per le colline.
Sulla piazza, la chiesa parrocchiale di santa Marina è una semplice costruzione medioevale, senza facciata.
Ha un fianco a portichetto rustico, dove è l'ingresso, e, nell'interno, con cappelle gotiche laterali e presbiterio neoclassico, affreschi di Tiberio di Assisi (1512).
Anticamente, Castel Ritaldi fu parte di un territorio denominato "Normandia", che comprendeva numerosi castelli.
Tra il XII ed il XV secolo tutte queste roccaforti furono coinvolti nelle vicende che videro contrapposti il potere imperiale e quello della Chiesa.
A quest'ultimo rimasero soggetti fino alla creazione del Regno d'Italia.
Qui, nel 1499, arrivò, per sottolineare la lealtà del castello di Spoleto, pure Lucrezia Borgia, all'epoca governatrice della città del Festival.
Lucrezia, per anni considerata un prodotto tipico del mondo corrotto e perverso delle corti rinascimentali italiane, ammirò il borgo con grande entusiasmo.
Così pure i suoi boschi, sacri al dio Giano. Per molti anni, al fine di ricordare questa visita, un giovane appassionato di cavalli, organizzò pure una bellissima sfida a cavallo, con tanto si sfilata storica che vedeva al centro sempre belle ed avvenenti ragazze nel ruolo di Lucrezia e un pacioso signore nei panni del conte Ritaldi.
Peccato che la rievocazione sia naufragata presto. Qualcuno, però, è intenzionato a riportarla in vita, perché vivacizzava il territorio e rispolverava un pezzo di storia dimenticata.
Qui, nel Xi^ secolo, esercitava poteri amministrativi sul vasto territorio un visconte. Un compito non facile, perché i castelli erano davvero numerosi. Alcuni sono tuttora abitati, altri invece abbandonati da anni perché in rovina.
Agli inizi del 1600 prese vigore, con la coltivazione dell'olivo, la vita agricola.
Rivive pure l'operosità dell'uomo che, più in basso, dove c'è la campagna, ha plasmato con infinito amore e pazienza i dolci declivi.
Così come speciale è anche la sua storia, che affonda le radici in un nobile passato, e le persone che vi abitano, gente discreta e ospitale.
Appena fuori dalle mura, merita una menzione la Pieve di S.Gregorio (1141), edificio romanico con inconsuete decorazioni in bassorilievo sulla facciata e sul portale ad archi incassati, con ghiere di motivi vegetali intrecciati con figure di mostri, non paragonabili ad altre opere umbre.
con una splendida facciata, e, in località La Bruna, il Santuario della Madonna della Bruna, gioiello rinascimentale edificato sulla riva del torrente Tatarena, a navata unica a forma di croce circondata da tre absidi di uguali dimensioni.
Da Bruna si raggiunge Castel S.Giovanni, fortificazione fatta costruire nel 1376 dal cardinale Albornoz, presenta con torri angolari cilindriche e quadrate.
Giù, nella campagna, a Torregrosso, dove la poiana danza silenziosa nel cielo, vicino al suo nido, in un paesaggio stupendo di verdi colline, uliveti, alberi secolari, lecci e querce, in un vecchio casolare, una sociologa tedesca, Monika Savier, alleva cavalli arabi.
Tutto è iniziato con sei puledre purosangue inglesi, figlie degli ultimi due rampolli del più grande campione della storia del turf europeo, Ribot.
Per loro ha acquistato, dall'allevamento dello Scia di Persia, uno stallone arabo, condotto a piedi, senza sella, durante la cosiddetta rivoluzione in Iran, fino in Austria.
Questi cavalli hanno rischiato, per la crisi alimentare, di essere macellati. Fortunatamente, sono arrivati sani e salvi a destinazione.
"Ne ho acquistato uno in leasing a Bologna – spiega - e, dopo aver visto il suo carattere, mi sono convinta che il puro sangue arabo originale è egiziano.
In Umbria, il clima è molto adatto, perché mite e prevalentemente asciutto. Il cavallo arabo, cresciuto nel deserto, con sbalzi di temperature di 40, 50 gradi tra il giorno e la notte, qui sta bene.
Sono animali robusti. Forse sono sovralimentati e non è molto giusto per la loro razza. Il cavallo arabo, è diventato anche un animale da compagnia."
Monika si dedica pure alla doma, ma non prima che l'animale abbia compiuto 4 anni, perché – dice - la loro cartilagine si trasforma in ossatura a questa età.
A tre anni, però, lo avvia al lavoro con la longarina e le doppie redini. In pratica, se a tre anni per la doma s'impiegano molti mesi, a quattro solo pochi giorni. Come succede per un bambino che va a scuola a sei anni, mentre prima ha bisogno di giocare.
"Quando si doma un cavallo molto giovane, si rischia di fargli rompere ogni rapporto con l'uomo, perché, quando non recepisce gli ordini, si ricorre a misure dure.
A 4 anni, invece, il cavallo ha pure il piacere di essere cavalcato, perché il suo fisico è molto più sviluppato e non soffre per la scarsa muscolatura.
Io pratico una doma dolce, dove tutto si basa su un rapporto di fiducia tra l'uomo e il cavallo. Questa è l'arte del training."
Addirittura, a Torregrosso, Monika Savier fa pure terapia per i cavalli domati male.
Cavalli che rifiutano ogni contatto con l'uomo, perché sono stati legati al palo e maltrattati. Per riprendere questo rapporto di fiducia, li porta addirittura nel vicino laghetto, dove d'estate nuota con loro, poi, piano piano, sale sulla loro schiena.
In questo modo, il cavallo ritorna amico.
Castel Ritaldi è anche il paese delle fiabe. Dal 2000 organizza il premio letterario per fiabe e favole intitolato alla memoria di Mario Tabarrini.
Un cittadino eccellente a cui si debbono testi per bambini e ragazzi ed una favola dal titolo "La fine degli orchi" che, nel 1967, vinse il primo premio del famoso concorso letterario
"Premio Andersen la Baia delle favole"
di Sestri Levante.
L'intento – ricordano gli organizzatori - è quello di promuovere la sensibilità verso la scrittura creativa in tutte le fasce d'età e in particolare in quella giovanile.
Il tema della ottava edizione è "blu". Si richiedono testi fantastici, prodotti per la categoria 3-6 anni in forma grafico/pittorica (con eventuali didascalie) e in forma letteraria per le successive categorie che vanno dai 7 ai 10, dagli 11 ai 13 e dai 14 ai 18 anni.
La partecipazione al concorso è gratuita. Le opere devono essere inedite.

di Gilberto Scalabrini
Il Messaggero Lunedì 31 Agosto 2009

sabato 4 luglio 2009

Palio del Fantasma di Castel Ritaldi

Palio del Fantasma di Castel Ritaldi

Dal 25 luglio al 2 agosto, presso il campo sportivo del comune di Castel Ritaldi avrà luogo il Palio del Fantasma 2009 giunto quest'anno alla ventesima edizione.
Il Palio è una rievocazione storica in costume medioevale che vede sfidarsi i 5 rioni:
  • La Bruna
  • Castel Ritaldi
  • Mercatello
  • Castel San Giovanni
  • Colle del Marchese
Oltre alla sfilata in abiti d'epoca, la competizione sarà incentrata su una sfida che ricorda molto "il canzoniere" e "il gioco dell'oca". Le squadre di ogni rione schierate nella piazza di Castel Ritaldi e capitanate dal proprio Priore, sono interrogate dal Fantasma; ogni domanda viene rivolta a tutti i rioni e qualora conoscano la risposta devono lanciare il proprio corridore perchè suoni una campana all'altro lato della piazza, guadagnandosi il diritto di rispondere per primi.
La risposta corretta darà il diritto al pedone del rione di avanzare su un percorso disegnato a terra del numero di caselle, da una a tre, ogni volta deciso con un'estrazione casuale.

La Giostra del Fantasma rievoca un antico gioco gioco che il Conte Ritaldi volle organizzare, nell'agosto del 1499, per onorare Lucrezia Borgia, ospite nel suo castello.

martedì 27 gennaio 2009

Quel mattino d'aprile - 13/04/1944 per la Giornata della Memoria a Castel Ritaldi

Sarà celebrata oggi in forma solenne la "Giornata della memoria". L'iniziativa è stata curata dall'amministrazione comunale e dalla Provincia di Perugia. Alle ore 10, nei locali della biblioteca, verrà proposto lo spettacolo "Quel mattino d'aprile - 13/04/1944" con Germano Rubbi, Amedeo Carlo Capitanelli, Giovanni D'Artibale e Miriam Nori.
Saranno presenti le scuole medie dell'Istituto comprensivo "g. Parini". Il Giorno della Memoria è stato istituito da molti Stati. Il nostro Paese ha indicato il 27 di gennaio come data simbolo per ricordare il 27 gennaio 1945, giorno mese e anno in cui venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz.
É trascorso più di mezzo secolo, ma quel che avvenne è talmente spaventoso che occorre sempre rammentarlo alla intera umanità.
I ragazzi e le ragazze di oggi devono sapere quel che si perpetrò nei campi di concentramento nazisti .
La sistematica uccisione dei non appartenenti alla razza ariana, da parte del Terzo Reich, assunse, in poco tempo, la dimensione di un eccidio di massa di proporzioni difficilmente immaginabili.
"Il Comune di Castel Ritaldi - afferma l'assessore alla Cultura Aura Di Tommaso - intende ricordare quella terribile tragedia umana affinché le giovani generazioni possano imparare dalla storia i fatti nella loro esatta dimensione"
Corriere dell'Umbria Martedì 27 Gennaio 2009