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giovedì 27 giugno 2013

Serena Autieri sarà la Sciantosa del Festival dei Due Mondi 2013

Incontriamo al Teatro San Nicolò durante una brevissima pausa delle prove di uno degli spettacoli più attesi del Festival dei Due Mondi 2013, "La Sciantosa" (data unica, 30 giugno alle 19.30), testo di Vincenzo incenso, scene di Gianni Quaranta, costumi di Gianni Sapone.

Ci accoglie con un grande sorriso che illumina ancora di più gli immensi occhi azzurri. Azzurri come il mare di Napoli. Serena Autieri (che a Spoleto è di casa per aver sposato il manager Enrico Griselli, spoletino doc, dal quale ha avuto quattro mesi fa la piccola Giulia Tosca) tra le riprese di un film e un altro (sta girando in contemporanea sotto la regia di Pieraccioni e di Vanzina) non dimentica un altro dei suoi grandi amori: il canto.
Che fa il paio con la sua città.

“Napoli è sempre dentro di me - spiega sorseggiando un caffè prima di riprendere le prove - è un modo di essere, sempre pronto al sorriso, all'allegria, a far prevalere il lato positivo, ma anche velato di quella malinconia che non ti fa dimenticare la profondità della vita”.

Una spettacolo-omaggio alla sua città?

“Soprattutto un omaggio a una donna formidabile, protagonista dei primi venti anni del `900, Elvira Donnarumma, ribattezzata la Capinera napoletana. Non era bella come Lina Cavalieri o altre sciantose dell'epoca, ma era la più talentuosa, quella che aveva la voce più bella e un carisma formidabile. Quando era in scena sapeva tenere testa a tutti, persino ai guappi. Insomma è stata la sciantosa per eccellenza, la più grande”.

Come è nato questo spettacolo?

“Grazie a Giorgio Ferrara a cui questo progetto è piaciuto inserendolo in quello che è il Festival più importante in Italia e non solo. Con Giorgio l'idea è stata affinata grazie alla sua sensibilità e alla sua esperienza nella direzione ed è diventato uno spettacolo”.

Scene e costumi davvero eccezionali...

“Quaranta ha riprodotto un tabarin in perfetto stile Liberty, ne ha esaltato l'atmosfera in ogni particolare, persino sui fregi a rilievo eseguiti con maestria dagli scenotecnica spoletini. Ci tengo a dire che per questo spettacolo sono state utilizzate maestranze locali, anche per confezionare i costumi. Grandi professionisti la cui arte è un patrimonio italiano che non deve essere disperso”.

Che ne pensa di questo 2013?

“Un anno da incorniciare sul piano professionale e personale. La nascita di mia figlia è il completamento della storia d'amore con Enrico”.

Rosanna Mazzoni
La Nazione Giovedì 27 Giugno 2013

giovedì 5 luglio 2012

A Spoleto la Lulu di Bob Wilson

Sarà una Lulu dell'eterno dualismo degli opposti, Eros e Thanatos, silenzio e rumore, ma anche dei diversi piani di lettura della realtà, una realtà meditata, curata sin nei minimi particolari per proporre in scena astrazioni e ricontestualizzazioni nella ricerca di significati e nuove significante, quella che Robert Wilson proporrà al teatro Nuovo Giancarlo Menotti alle 21 nell'ambito di Spoletofestival 55.
Quarta presenza nel corso degli ultimi cinque anni, il grande regista americano, ha consolidato l'amicizia con il direttore artistico Giorgio Ferrara e sorride nel corso di un incontro con la stampa della sua relazione con Spoleto dicendo: "Voglio morire qui". La Lulu di Wilson con una, ispiratissima Angela Wunkler quale interprete principale propone angoli di visuali nuovi e diversi, point of view che scaturiscono da una profonda reflectionbuilding, la progressiva costruzione di una riflessione che in ogni occasione rimette tutto in discussione: non importa sottolinea Wilson - se ci si può attendere una giovane ragazza nel ruolo di Lulu, così come non importa che Re Lear sia necessariamente uomo.

L'importante è che tutti gli elementi in scena siano in un continuum di dualismo degli opposti e creino tensione. Una tensione volutamente ricercata attraverso gli spazi, i silenzi e la musica, la costruzione scenica. Il silenzio soprattutto, nell'opposizione con lo splendido "rumore" prodotto dalla musica di Lou Reed rappresenta una chiave di accesso per entrare nello spettacolo, un silenzio da cui scaturisce il testo, quindi le parole che a loro volta producono un'immagine In realtà questa immagine rappresenta una maschera, la stessa maschera che nel teatro greco equivaleva a -persona", in un gioco di disvelamenti e di nascondigli, di riletture di significati. In tutto questo è lo spazio che domina nelle proporzioni di un dinamismo tra elementi e tra attori e pubblico. "

Può sembrare tutto molto intellettualistico - sottolinea il regista - ma non è così. Il mio lavoro - continua è una cosa che si vede e spero che vedendola si percepisca anche meglio". Il teatro insomma è materia che si plasma come lo scultore fa con il suo scalpello sulla pietra. aggiungendo, contrastando luci e ombre, levigando e rafforzando linee e curve. "Raramente parlo con gli attori - aggiunge il regista - né con la produzione del lavoro che sto facendo. Lavoriamo con la sostanza di cosa, sono le cose e non con la teoria di cosa sono le cose”. I risultati si vedono e si sentono. Angela Wunkler, l'interprete principale, che vanta anche collaborazioni con Giorgio Strehler a Milano, ha sentito maturare in sé un grande senso di libertà nell'interpretare in scena solo e soltanto se stessa senza "sentire - ironizza - la necessità di fare capriole e piroette", ma semplicemente rimanendo in silenzio. "Mi sono sentita forte, indipendente e autosufficiente".

É stata la voce di Angela che ha stregato Wilson: "Angela ha 60 anni, ci si poteva aspettare una Lulu giovanissima, ma per me non è importante l'età, ma la sua voce piena di tempo e senza tempo". Anche un bacio può rappresentare la morte e se è vero che il regista ammette che l'opposizione tra Eros e Thanatos sospinge "Lulu", giovane donna che uccideva i suoi amanti, dice anche che la scena è ricca di tante altre cose, soprattutto di emozioni e tensioni di suoni, di immagini, di spazi, di parole. La morte ad esempio, appare scarnificata, inscatolata letteralmente, è rappresentata in scena da una vera e propria scatola nera che mano a mano che si articola lo spettacolo si ingrandisce sino ad occupare l'intero proscenio e a diventare protagonista assoluta. "

Stavo pensando a tutti gli elementi - continua Wilson - e mi è venuta in mente l'idea di un diagramma e delle coordinate spazio-tempo, in cui la, scatola di colore nero, mano a mano finisce per occupare la scena ". E Lou Reed? Come è nata la collaborazione con il rocker? E perché proprio Lou Reed? "Ho conosciuto Lou Reed negli anni Sessanta - risponde il regista - tramite il comune amico Andy Warhol. Uno in antitesi all'altro ". Wilson torna sul dualismo degli opposti e su quanto Warhol si contrapponesse all'esuberanza di Reed. In proposito racconta l'aneddoto di quanto Warhol fu invitato in un celebre talk show e fu presentato come il "nonno " della pop art. Warhol, taciturno, calò la, sua "maschera" di introverso, ma confermò la sua timidezza.. Sorrise e rispose a tutte le domande.

Lou Reed, alter ego di Warhol, rappresenta insomma l'elemento di rottura, iconoclasta e dissacrante, che spezza, la solennità del silenzio in una visione totalizzante del teatro e dei suoi elementi. Cosa in realtà abbia voluto portare in scena Wilson con Lulu, ma più in generale cosa Wilson comunichi con il suo teatro, è proprio la dimensione totale del teatro che diventa opposto e allo stesso tempo complementare alla realtà nell'essere finzione. Porta, a riferimento un esempio di quanto la stessa espressione della realtà, sia ambigua e necessariamente interpretata. "Se analizziamo la scena di una, madre che soccorre il suo bambino mentre cade in un fermo immagine, nei primi due, tre fotogrammi vedremo l'espressione della, mamma, carica di tensione violenta che rispecchia il suo stato d'animo di apprensione e preoccupazione. In un solo secondo di tempo reale ci si rende conto di quello che sta accadendo tra madre e figlio. E se la mamma si rivede in quei fotogrammi affermerebbe stupefatta: "Non è possibile che sia io".

Corriere dell'Umbria Giovedì 5 Luglio 2012

venerdì 4 novembre 2011

Debutta al Metastasio il nuovo spettacolo della compagnia di Carlo Tedeschi: Lo S....Varietà è donna

Dopo un'estate con "Chiara di Dio", la stagione teatrale del Metastasio prosegue con il divertentissimo "Lo S....Varietà è donna" che debutta domani alle 21,30 e che resterà in programmazione ad Assisi per un mese e mezzo. Scritto e diretto da Carlo Tedeschi, con le coreografie di Carmelo Anastasi e Gianluca Raponi, propone un excursus del ruolo femminile nella storia, dalla preistoria sino ai giorni nostri, sottolineando il grande rilievo sociale della donna, le sue doti, le virtù e le eccellenze raggiunte senza tralasciarne però debolezze ed eccessi.
Il regista recupera un ricco patrimonio del teatro italiano, ovvero quello del varietà, dove gag e balletti, canzoni e brani recitati si succedono a ritmo elevato dando allo spettatore la sensazione di essere trascinato all'interno del mondo dorato del varietà. Ma tra lustrini e paillettes Tedeschi inserisce un tema che funge da trait d'union fra tutte le performance, ovvero quello della figura della donna. In questa maniera il regista continua a riflettere sulla figura femminile, così come avvenuto già con "Chiara di Dio". Il musical che ha avuto un grande successo negli anni '90 in tutta Italia col grande Gino Bramieri torna così nella sua riedizione con tanti i momenti di pura comicità in cui i due valletti d'eccezione Michele Zattara e Giuseppe Barbetti daranno del filo da torcere alla poliedrica protagonista, l'etoile Simona Imola che torna nel ruolo di attrice dopo essere stata prima ballerina in tutti i ventidue musical di Carlo Tedeschi. Lo spettacolo vede la riunificazione nello stesso corpo di ballo dei primi ballerini delle tre compagnie di Tedeschi che operano a Rimini, Assisi e in tour in Sicilia. Dopo il debutto il musical andrà in scena al Metastasio ogni sabato alle 21,30 e ogni domenica alle 16,30 fino al 18 dicembre

Venerdì 4 Novembre 2011

Cochi e Renato a Spoleto sabato 5 novembre con “Finché c’è la salute”.


Vivere scherzando in maniera intelligente, come recitava una loro canzone, per dire cose serissime. Difficile da dirsi, facile da farsi se sul palcoscenico ci sono Cochi e Renato, mai passati di moda, dopo le incursioni decise nel piccolo schermo negli anni 60 che hanno cambiato tutto il linguaggio televisivo e comico. Erano in bella compagnia con Enzo Jannacci e Dario Fo, maestri di uno stile che ha influenzato generazioni intere di comici, mai capaci comunque di raggiungere le vette di Cochi e Renato che da qualche anno si sono rituffati sul palcoscenico insieme e sabato 5 novembre alle 21.30 saranno di scena al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti di Spoleto con "Finchè c'è la salute" in occasione della Stagione di Teatro Comico organizzata dall'associazione culturale Entrertaiment e da Acme Produzioni. "Finchè c'è la salute" è uno spettacolo andato in scena per alcune date nella scorsa stagione ma che ritorna "On Stage" con nuovi pezzi abilmente miscelati a pezzi d'annata. Sul palco vengono riproposti quindi cavalli di battaglia ma anche nuove trovate dalla forte denotazione comica. Caratteristica tipica dei due interpreti è l'umorismo graffiante e il non-sense. La formula del recital soddisfa le esigenze di un pubblico che si è consolidato negli anni, ammiccando ad un pubblico nuovo che può scoprire tutta la forza dirompente di due comici doc.
Nel titolo è racchiuso un messaggio che conferma il forte desiderio di Cochi e Renato di continuare ad intrattenere, divertire, commuovere e far sognare il pubblico finché la "salute glielo permetterà" e, forse, in questo messaggio c'è anche un "pizzico" di scaramanzia. Tempi teatrali perfetti, un continuo gioco delle parti, che rende protagonista talvolta l'uno e talvolta l'altro e dietro la cui leggerezza regnano sovrane la ricerca del dettaglio e della perfezione. A fare da tappeto musicale allo spettacolo una band di altissimo livello attraverso cui, come in una colonna sonora, vengono esaltati e sottolineati i momenti più comici e quelli più intimi. Gags, canzoni, modi di dire, gesti che nell'arco degli anni sono entrati a far parte del nostro modo di vivere. Una comicità stralunata e all'avanguardia che riconferma, per l'ennesima volta, l'intramontabile stile di due cantastorie che fanno sempre centro nel cuore della gente
Corriere dell'Umbria Giovedì 3 Novembre 2011

giovedì 7 aprile 2011

Michelle Hunziker con Mi scappa da ridere al Teatro Nuovo "G. C. Menotti” sabato 16 aprile

Sabato 16 Aprile 2011, arriva sul palcoscenico del Teatro Nuovo "G. C. Menotti " di Spoleto, lo spettacolo dell'anno "Mi scappa da ridere" con la bellissima Michelle Hunziker.
"Che cosa è la risata? Uno sfogo, una reazione nervosa del nostro organismo? Una forma di timidezza, un segnale di debolezza, un indice di positività? Per Michelle Hunziker, la risata è anche un modo di comunicare. É una sua caratteristica che prorompe, nella vita reale come nel lavoro, non solo nei momenti giusti ma anche in quelli meno adatti, come situazioni drammatiche o malinconiche. La risata è il suo mantra, una formuletta magica, il bidibi bodibi bu che spalanca le porte del suo carattere e della sua comunicatività. Se esistesse una favola di Michelle Hunziker, comincerebbe certamente con una risata. Una risata così cristallina da scatenare un uragano, capace di trasportare lo spettatore in un mondo inatteso di aneddoti sorprendenti, dove nessuno – soprattutto lei – si prende mai sul serio. Esiste davvero una favola di Michelle? Lei, dal palco, ce la racconta e… chissà: potrebbe essere la sua vita vera, la sua infanzia, le sue passioni, i suoi principi azzurri. Oppure… no: è tutta invenzione, fantasia, immaginazione. Oppure è un mix di tutt'e due da cui può scoppiare uno show.
In scena ci sarà una Michelle che si mette in gioco del tutto: in versione intimista, sexy, umoristica, invecchiata, ritoccata chirurgicamente e, come da inizio carriera… di schiena. E naturalmente anche cantante, ballerina e intrattenitrice. Un "One Woman Show" dal ritmo incalzante e dall'impianto visivo di grande fascino e novità, che lo rendono unico ed originale come l'artista intorno alla quale è stato costruito.
Il supporto di mezzi tecnologici e visuali usati in modo narrativo ed interattivo, farà sì che Michelle sia accompagnata, ora dal vivo, ora in maniera creativo-virtuale, dal corpo di ballo, dall' orchestra, ma soprattutto da un intrigante personaggio critico e dissacratore, a metà fra il Grillo Parlante e lo Stregatto, impersonato da Michele Foresta alias Mister Forest. Tutto questo mentre spesso, a Michelle, scappa da ridere."
Con la partecipazione virtuale del Mago Forest
Regia di Giampiero Solari
Uno spettacolo di:Riccardo Cassini, Francesco Freyrie, Piero Guerrera, Michelle Hunziker, Giampiero Solari
Musiche: Leonardo De Amicis
Coreografie: Bill Goodson
Impianto scenico e luci: Marcello Jazzetti
Costumi: Grazia Materia
Regia video: Cristina Redini
Musicista in scena: Davide Pistoni
Corpo di ballo: Dalila Frassanito, Giulia Federico, Martina Grilli, Giovanna D'Angi, Francesca Nerozzi, Margherita Siesto

Giovedì 7 Aprile 2011

giovedì 30 dicembre 2010

Il Teatro Lirico rischia la chiusura

Il Teatro sperimentale Belli di Spoleto, unico polo regionale della lirica (il solo "didattico" in Italia insieme all'Aslico di Milano), rischia la chiusura. E 130 lavoratori precari, tra orchestrali, coristi, tecnici e macchinisti, potrebbero presto rimanere senza la loro principale fonte di reddito. Il tutto per i tagli del governo alla cultura e per
"...la mancata reazione della Regione che non può rimanere immobile mentre le scippano una delle eccellenze del territorio."
A lanciare l'allarme, che era stato già ventilato nei mesi scorsi, sono gli stessi lavoratori del teatro, rappresentati dal responsabile del coro, Ivano Granci.
"é assurdo - sostiene - che non si capisca l'importanza del Lirico non solo per la nostra regione, ma per l'intero Paese. Da qui sono usciti alcuni tra i principali cantanti d'Italia, artisti che poi hanno mietuto successi nel mondo. La lirica fa parte del nostro Dna. Dovrebbe essere considerata come il Colosseo o la Torre di Pisa: quale governo consentirebbe mai la distruzione di uno di questi monumenti?."
La situazione è davvero particolarmente grave. Granci spiega perché:
"Siamo già tutti lavoratori precari, ingaggiati a contratto, di volta in volta. Per moltissimi questa è la principale fonte di reddito, che tra l'altro permette anche il versamento dei contributi e l'accesso, per parte dell'anno, alla disoccupazione. Il 2010 è già stato un anno difficilissimo. Il 2011 rischia di essere mortale se ci saranno ulteriori tagli annunciati."
Nei suoi momenti di maggiore attività il Belli, oltre ai concerti collaterali, riusciva a mettere in piedi anche 4 spettacoli l'anno che poi venivano replicati nei maggiori teatri regionali (e non solo). Attività impossibile da portare avanti davanti alla riduzione così drastica dei finanziamenti. E non si pensi di essere davanti ad artisti che guadagnano migliaia e migliaia di euro.
"Quasi mi vergogno a dirlo - continua Granci - ma il nostro corrispettivo giornaliero è di circa 44-45 euro al giorno. Se si considera che spesso non si va oltre i venti giorni lavorativi al mese, il conto è presto fatto."
Un conto il cui risultato è uno stipendio da fame. I lavoratori del teatro provano ad alzare la voce. Lo fanno intanto con una lettera aperta con cui portano a conoscenza della situazione l'opinione pubblica, ma anche con un appello alla presidente della Regione:
"Catiuscia Marini non può restare immobile mentre la sua regione perde uno dei suoi gioielli a causa dei tagli del governo centrale. Deve fare pressioni a Roma ed evitare quello che sarebbe un impoverimento di tutta l'Umbria. Se il Lirico svolge la sua attività fin dal 1947 un motivo deve pur esserci. Stiamo inoltre preparando un appello che invieremo al presidente della Repubblica Napolitano, al premier Berlusconi e al ministro della Cultura, Bondi."
"Il Lirico - si legge nella lettera aperta scritta da Granci a nome dei lavoratori - è una "Formula" di selezione e formazione di giovani cantanti che devono essere avviati alla carriera attraverso un percorso specifico e ormai codificato: concorso di canto, corso di avviamento al debutto e stagione lirica. Io e i miei colleghi rivendichiamo il ruolo assolutamente unico e straordinario che assolve il teatro di Spoleto nel panorama internazionale, nazionale e certo regionale. Internazionale perché negli anni la nostra realtà ha saputo crearsi degli spazi nel panorama mondiale e delle collaborazioni degne di grandi enti lirici. I nostri giovani cantanti sono chiamati più volte all'estero a rappresentare l'Italia in manifestazioni culturali di assoluto rilievo e sempre con grandissimi consensi. Nel panorama nazionale perché da ormai oltre 60 anni seleziona, forma e fa debuttare tantissimi giovani artisti alcuni dei quali sono oggi stelle di prima grandezza del panorama lirico mondiale. Nella nostra regione assolve appieno la sua funzione di unico polo culturale che propone lirica, alla stregua di un teatro stabile che però tale non è, e forse per questo ne paga le conseguenze, unico punto di riferimento per l'intera Umbria degli amanti dell'opera, che sono tantissimi. L'opera dello Sperimentale è meritoria soprattutto verso quei giovani diplomati che intendono intraprendere la carriera di cantante e basta sfogliare gli annali dei vincitori per trovarvi artisti che oggi spopolano nei più grandi teatri del mondo. Ne cito alcuni: Sonia Ganassi, Daniela Barcellona, Bruno De Simone, Roberta Canzian, Marina Comparato, Roberto De Candia, Cinzia Forte, Natale De Carolis, Giuseppe Sabbatini, Gloria Banditelli."
"Inoltre - continua il documento - lo Sperimentale ha sempre creduto nella divulgazione del proprio prodotto anche verso le scuole primarie e secondarie. Sono ormai tantissimi anni che le opere allestite in teatro vengono prima viste dagli studenti di tutte le scuole di Spoleto e dintorni. Noi siamo tutti lavoratori stagionali dello Sperimentale e nessuno di noi si è mai arricchito di questo lavoro, lo facciamo per grandissima passione e gratitudine verso il teatro che è l'unica realtà in Umbria che ci dà l'opportunità di esprimere ciò che per noi è gioia e vita, quella vita scritta in opera e che il Lirico Sperimentale fa rivivere ogni anno sui palcoscenici Umbri."
"Vogliamo perciò scongiurare i nostri cari governanti di rivedere le proprie politiche in merito a questo settore strategico per l'Italia e almeno mantenere al Lirico Sperimentale di Spoleto, per il 2011, gli stessi finanziamenti garantiti per il 2010, già ampiamente insufficienti, che hanno già prodotto drastici ridimensionamenti nella programmazione della Stagione scorsa"
Giuseppe Silvestri
Corriere dell'Umbria Giovedì 30 Dicembre 2010

domenica 21 novembre 2010

A Trevi sei spettacoli per un teatro di stagione

Teatro di stagione ovvero teatro fresco, vitale, come una ciliegia da assaporare in un campo sotto l'ombra di una quercia o un cocomero da dividere con i vicini d'ombrellone. Un teatro, soprattutto, capace di rispecchiare le tendenze e i fermenti della scena italiana di oggi, senza perdere quella "genuinità", quel radicamento alla tradizione che permette di parlare ad un pubblico ampio e variegato. Nel programmare il cartellone che prevede 6 spettacoli dal 26 novembre al 25 marzo, Fontemaggiore propone a Trevi un menu di prosa veriegato. Apertura con un evento che sa di festa: "Pasticceri", della compagnia Abbiati Capuano, spettacolo ambientato in un laboratorio di pasticceria dove lavorano, vivono e "sognano" due fratelli gemelli. Oltre a farina, burro, e cioccolato, gli ingredienti dello spettacolo sono la musica ruggente (Lou Reed, Rolling Stones, Prince) e una bella comicità sottile. E, particolare non da poco, i dolci preparati in scena sotto gli occhi degli spettatori, alla fine dello spettacolo vengono assaggiati tutti insieme. Si prosegue in 3 novembre con "Il venditore di caldarroste" della compagnia La casa dei racconti, un'immersione nella grande tradizione italiana del teatro seicentesco. Lo spettacolo narra infatti la storia di Tiberio Fiorilli e della sua compagnia di comici che, giunti alla corte di Re Sole, conosceranno e in qualche modo influenzeranno un giovane Molière. Dalla tradizione alla "tradizione del nuovo", il 14 gennaio sarà in scena la compagnia che ha fatto la storia del teatro di innovazione italiano: il Teatro delle Albe (ora Ravenna Teatro) in "Rumore di acque", spettacolo con la regia di due maestri, Marco Martinelli e Ermanna Montanari su storie di immigrazione in Sicilia. In scena altri due maestri, i musicisti siciliani ma residenti in Umbria Fratelli Mancuso, che hanno anche composto le musiche dello spettacolo. Il 5 febbraio due giovani attori: i Teatrialchemici con "Desideranza", spettacolo che ha ottenuto la menzione speciale al Premio scenario 2007
"per la forza poetica e l'energia implacabile con cui i due attori rappresentano un dramma famigliare orribile e attraente magistralmente scritto e magistralmente interpretato."
L'8 marzo è invece la volta dei padroni di casa. Sarà infatti proprio uno spettacolo di Fontemaggiore ad onorare la Festa della Donna con "Regine", di e con Valentina Renzulli e Beatrice Ripoli tratto dal romanzo di Elke Nater. É la storia di due amiche di Berlino che disegnano la cronaca delle loro giornate e delle loro serate, tra vodka e birra, sniffate di cocaina, insicurezze, nuovi tagli di capelli per tirarsi su il morale: fondamentali banalità capaci di condizionare l'umore di una giornata. Le protagoniste sono figlie della città e della cultura in cui vivono: i loro interessi, che possono apparire superficiali ad un primo approccio rivelano il malessere di una condizione anelata e ripudiata a un tempo. Si chiude il 25 marzo con
"Sogno di una notte di mezza estate"
de La Piccionaia, che vede in scena artisti di strada, clowns, musicisti, danzatori e narratori... La campagna abbonamenti parte il 23 novembre dalle ore 17.30 alle 20 presso il Teatro Clitunno. Informazioni 075 5286651 - 075 5289555
Corriere dell'Umbria Domenica 21 Novembre 2010

lunedì 27 luglio 2009

Rassegna amatoriale di teatro Luigi Pacifici 2009

Rassegna amatoriale di teatro Luigi Pacifici
Dal 31 Luglio al 22 Agosto a Campello sul Clitunno
Prato di San Cipriano
  • 31/07, Compagnia Teatrale degli Intronati di Tordandrea di Assisi: "Maledetta quella cerqua" di Primula Belli.
  • 1/08, Compagnia Teatrale I Rustenghi di Todi: "La malcapita" di Giorgio Mori.
  • 7/08, Compagnia Teatrale I Clitunnali di Campello sul Clitunno: "L'eredità" di Luigi Pacifici.
  • 8/08, Compagnia Teatrale Dieccafè di Campello sul Clitunno: "Impara l'arte" di Alvaro Taddei.
  • 20/08, Compagnia Teatrale La Traussa di Spoleto: "Te ricordi?" di Danilo Chiodetti.
  • 22/08, G.A.D. La Maschera di Spoleto: "Tocca ringrazia ziu" di Gianfrancesco Marignoli.
Info: www.uilt.it - Orario spettacoli: 21.00

sabato 14 marzo 2009

Improvvisazione jazz al Teatro Clitunno

Improvvisazione jazz
20 Marzo
Trevi - Teatro Clitunno
Sosta Palmizi
Stagione Teatrale 2008-2009
di e con Giorgio Rossi, Gabriele Mirabassi

'Due artisti di fama internazionale, il danzatore e coreografo Giorgio Rossi e il perugino Gabriele Mirabassi, uno dei massimi virtuosi odierni di clarinetto, presentano questo emozionante spettacolo dove un corpo in movimento e il suono si fondono nello spazio scenico, in un connubio artistico sorprendente.
Un gioco tra due diverse personalità in cui ciascuno di loro esprime, in modo garbato e autoironico, la propria visione della vita.
Un concerto danzato dal tono intimistico ed effimero che pur basandosi sull'improvvisazione si fonda sulla trentennale esperienza di entrambi...'.
Info: 075.57542222 (h.16.00-19.00), www.teatrostabile.umbria.it.
Orario: 21.00

domenica 22 febbraio 2009

Il Lirico Sperimentale e il Teatro Menotti

Non si placano le polemiche che sono seguite al parere espresso riguardo l'idea di intitolare il Teatro Nuovo al Maestro Menotti.
A questo proposito il Consiglio direttivo del Lirico Sperimentale tiene a precisare in una nota
"che tale parere è stato esplicitamente richiesto allo Sperimentale, così come a tutte le Associazioni spoletine, con apposita comunicazione datata 29.01.2009 dall'assessore Flamini a nome dell'amministrazione comunale, allo scopo di 'iniziare a discutere' in merito alla proposta.
Era da considerarsi legittimo pertanto - continua la nota - che i consiglieri dell'Istituzione esprimessero il proprio parere per conto dello Sperimentale."
Il Consiglio tiene a precisare che
"solo perché sollecitato dall'amministrazione comunale, ha inserito all'ordine del giorno della riunione del 16.02.2009 una discussione a riguardo."
Da qui la premessa
"che uno dei principali sostenitori del Maestro Menotti perché scegliesse Spoleto quale sede del festival fu Adriano Belli."
Rivendicando dunque "il gran merito" per la scelta di Menotti di Spoleto quale sede del Due Mondi alla presenza del Teatro Lirico Sperimentale stesso.
Detto che il Direttivo riterrebbe opportuno
"che il Teatro Nuovo conservi la sua denominazione storica, ormai nota nel mondo, giudica non procrastinabile che Spoleto onori la memoria di Menotti nelle forme più dignitose.
Quella dello Sperimentale - conclude la nota - vuole essere solo una voce all'interno del dibattito, sempre che di dibattito ancora si tratti e che la volontà di iniziare a discutere non svanisca, riguardo all'opportunità di una decisione che in fin dei conti spetta soltanto all'amministrazione comunale"
Corriere dell'Umbria Domenica 22 Febbraio 2009

venerdì 30 gennaio 2009

Max Giusti al teatro Nuovo di Spoleto

Max Giusti al teatro Nuovo di SpoletoBatti il ferro finché è caldo, recita il vecchio adagio. Fedele alla tradizione, Max Giusti sembra seguire l'espressione della migliore saggezza popolare e sull'onda dell'apice del successo che sta ottenendo con la conduzione del programma del prime-time di Rauino "Affari tuoi", la controversa trasmissione dei pacchi, ha organizzato un tour nei teatri italiani per ricimentarsi con il suo più antico e più autentico amore che rimane la satira.
Satira graffiante che prende in considerazione oltre ad alcuni popolari personaggi di cui è irresistibile imitatore anche i più recenti mutamenti di costume che caratterizza l'esistenza (sofferta) degli italiani.
É così che alcune delle più evidenti contraddizioni della vita quotidiana, dalla politica all'aumento del costo della vita, diventano motivo di beffa e sberleffo per riderci su e sdrammatizzare così le situazioni più "pesanti".
Quest'anno è stata scelta come location per l'anteprima nazionale del nuovo spettacolo "Meraviglioso", il Teatro Nuovo di Spoleto nei prossimi 13 e 14 febbraio, secondo l'antica regola che gli spettacoli vanno prima testati nei piccoli teatri possibilmente lontani dalle grandi città.
Dopo il primo test a Spoleto lo spettacolo approderà infatti al teatro Olimpico di Roma. L'arma di Max sarà, come detto, la satira, con la quale analizzerà il momento particolare che l'Italia sta attraversando.
Ci si domanda:
"La mano dura della Lega contro gli immigrati non manca di coerenza? Perché allora fanno retromarcia sulle badanti? Forse perché poi Calderoli rimane incustodito?"
Oppure, noi siamo così sprovveduti da pensare che degli slogan anglosassoni bastino per vincere le elezioni?
"Ah Veltrò, invece di Yes we can, non era meglio Berluscò facce Tarzan?"
Non dimenticando che la satira non appartiene solo alla politica, ma anche a temi di impatto sociale come il cambiamento dei quartieri tradizionali che perdono identità per lasciare il passo a complessi dormitori dotati di cinema, bowling, solarium, ristoranti, sushi-bar.
"In pratica, all'atto del rogito firmi una condanna trentennale da scontare nel fantastico complesso Parco Rinaldo, dal quale puoi sperare di uscire solo in caso di una nuova Perestrojka."
È aumentato tutto: il costo della vita, il costo degli affitti, la benzina, la gente non respira. Allora ci si chiede:
"se non fosse stato per l'arrivo delle prostitute dell'est che costano poco, dove saremmo andati a finire?"
Ovviamente poesia e cinismo sono l'alchimia dalla quale scaturisce la comicità di Max Giusti, il quale dall'attualità passa a raccontare gli anni '80, anni in cui alle manifestazioni studentesche i meno convinti tornavano a casa verso le 11 perché a mezzogiorno iniziava "Il pranzo è servito" su Canale 5.
"Il passaggio di Bondi dal Pci a Forza Italia, non era già prevedibile allora quando mentre lui parlava ai comizi, Giuliano Ferrara era a casa a registrargli Sentieri?"
Ad impreziosire lo spettacolo, ci sarà una band di 10 elementi, con la quale l'artista eseguirà dei brani pop internazionali di quegli anni.
Max però non sarà solo in questa avventura, perché ci saranno personaggi come Malgioglio o Lotito, pronti ad irrompere nello spettacolo creando un contraddittorio degno di un talk show.
Un viaggio di due ore tra passato e presente, con una promessa : più di una risata vi seppellirà. Sul palco, ad accompagnare i diversi interventi, la band di dieci elementi di Max Giusti e "guest star" a sorpresa.
I suoi personaggi: il giornalista sportivo Aldo Biscardi, i cantanti Cristiano Malgioglio e Albano Carrisi, il presidente della Lazio Claudio Lotito, lo sceneggiatore Tonino Guerra e la sua ultima creatura il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio ed altri come Il presidente Gaucci , Maratona, Kabir Bedi, Rigucci, Prodi, Yosson Ndour, Mastella, Cofferati, Sarkozy.
Prevendita nel circuito nazionale Greenticket www.greenticket.it

Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Venerdì 30 Gennaio 2009

venerdì 26 settembre 2008

Stagione di Prosa di Spoleto 2008-2009

"Il teatro è l'arte dell'imperfetto. Che ha bisogno del pubblico per diventare perfetto. La nostra scelta non è stata quella di proporre spettacoli da biglietto d'oro, ma quelli che riservano un margine di sorpresa, sia in negativo che in positivo."
Da qui la definizione di "teatro insicuro", un termine che Anna Leonardi, consulente della direzione cultura dell'ente comunale spoletino, ha utilizzato per descrivere la Stagione di Prosa di Spoleto 2008-2009 nel corso della conferenza svoltasi ieri mattina nel foyer del Teatro Nuovo.
O almeno tre di essi, che, in qualche modo, rappresentano una sorta di "scommessa" per una stagione teatrale che si prospetta essere comunque, ancora una volta, un successo.
Vista anche la forte partecipazione di pubblico alla conferenza di presentazione che ha visto al tavolo dei relatori anche l'assessore alla Cultura del Comune di Spoleto, Giorgio Flamini e Bianca Maria Ragni, responsabile del circuito teatrale del Teatro Stabile dell'Umbria.
Un incontro nell'ambito della quale, tra l'altro, è nata l'idea di una nuova iniziativa. Ovvero la possibilità di
"parlare con il pubblico anche dopo gli spettacoli - ha detto Anna Leonardi - attraverso degli incontri periodici dove scambiarsi le opinioni e per dirsi quello che potrebbe non essere andato bene.
Ciò permetterebbe di costruire meglio per il prossimo anno."
Tornando agli spettacoli definiti come "insicuri" dalla stessa consulente comunale per la cultura, sono appunto tre in particolare.
Ed esattamente "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello per la regia Massimo Castri, rappresentazione che
"ha avuto pessime critiche ma anche grandi ammiratori"
, ha detto Anna Leonardi, "Micamadonne", di e con Virginia Virilli, talentuosa attrice e regista umbra che ha inventato un percorso
"che può ricevere più o meno consensi ma che vale la pena conoscere"
, ha aggiunto la consulente, e "i capitoli dell'Infanzia" scritto e diretto da Davide Enia
"un altro curatore e sperimentatore di linguaggio"
, ha concluso la Leonardi.
Al di là di tutto ciò, certo è che la Stagione di Prosa 2008-2009 di Spoleto proporrà anche spettacoli "sicuri", con artisti di grande spessore teatrale.
E tutte le storie e le emozioni della Stagione si potranno vivere a partire dal 20 ottobre prossimo al 13 marzo 2009.
Si inizierà con "La Parola ai Giurati" di Reginald Rose diretto ed interpretato da Alessandro Gassman il 20 ottobre al Teatro Nuovo, mentre Lunetta Savino, sullo stesso palco, sarà alle prese con le nevrosi di Nora in "Casa di Bambola" di Ibsen l'8 novembre.
Lo Shakespeare di "Molto rumore per nulla" andrà invece in scena il 27 novembre per la regia di Gabriele Lavia, mentre Giorgio Ferrara racconterà il 12 dicembre "Aldo Moro, un tragedia italiana" uno degli episodi più bui della nostra storia recente.
Un cast all-star formato da Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Michela Cescon e Silvio Orlando metterà invece in scena "Il Dio della Carneficina" di Yasmina Reza, una delle autrici più interessanti del teatro francese contemporaneo, il 13 gennaio 2009, mentre un altro prezioso tassello del rigoroso percorso autoriale di Massimo Castri con il "Cosi si è (se vi pare)" di Pirandello verrà posto il 27 gennaio.
"Micamadonne" di Virginia Virilli animerà il palco del Teatrino delle Sei dal 12 al 15 febbraio, mentre a chiudere la Stagione il 12 e 13 marzo al Caio Melisso sarà "i capitoli dell'infanzia" di Davide Enia.
Rosella Solfaroli
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 24 Settembre 2008