Le Fonti del Clitunno

Poco lontano da Spoleto ci sono le fonti del Clitunno, lungo la Ss3 Flaminia nel tratto che da Spoleto (11 km) porta verso Foligno (15 km) si incontrano le Fonti del Clitunno.
Note fin dall'antichità e descritte da Virgilio e Plinio e, più recentemente, da Byron e Carducci le fonti non sono altro che una piccola serie di polle (le vene di Campello) di acqua sorgiva che alimentano un piccolo ma suggestivo laghetto.
Lo specchio d'acqua dai colori intensi e cangianti, è ricco di rare specie vegetali che contribuiscono a dare un'aurea d'incanto. Le rive sono circondate da una fitta vegetazione, in particolare salici piangenti e pioppi.
Nel fiume s'immettono vari canali che drenano le acque della pianura fra Trevi e Foligno, cui si aggiungono le vene d'acqua che scendono dalla fascia collinare, distribuite lungo un fronte di circa 2 chilometri, compreso fra il bacino lacustre delle Fonti e località Settecamini. Ancora visibili a metà dell'Ottocento, questi canali si trovano oggi al di sotto della strada statale Flaminia. Le fonti possiedono attualmente un perimetro di m 405 e una superficie pari a 9800 m2.
Per le valenzea ambientali, oltre che culturali e storiche, le Fonti del Clitunno posso essere considerate un parco naturale e letterario. Lungo le sponde del fiume nell'antichità, sorgevano sacelli, ville e terme.
Accanto alle fonti del Clitunno sorge il Tempio Romano del Clitunno, una piccola ma armonica costruzione più tardi trasformata in una chiesetta paleocristiana dedicata a San Salvatore.
La sistemazione che vediamo oggi è dovuta all'opera del Conte Paolo Campello della Spina che tra il 1960 e il 1865 creò lo spazio per il laghetto e provvide a far crescere la vegetazione che ancora adesso caratterizza il luogo. La fauna oltre a quella ittica, è composta prevalentemente dai caratteristici cigni, oltre ad alcune specie di volatili acquatici.



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